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Titolo: Altri 5, forse 10 minuti

Autore: giusipatito
Personaggi: Heath e Jake
Genere: RPS
Warning: VM18
Capitolo: 1
Pubblicata: 24/09/2006
Ultimo aggiornamento: 24/09/2006
Completata:


Autrice: Giusi Patito
Feedback: giusipatito@yahoo.it

Personaggi: Jake Gyllenhaal/Heath Ledger
accoppiamento m/m.
genere: r.p.s (real person slash)
Avviso: si sconsiglia la lettura a persone omofobiche.
Precisazione: con tale narrazione non si vuole affermare che i sig Gyllenhaal e Ledger siano omosessuali o amanti. Non si intende offendere nessuno. Si tratta esclusivamente di un racconto di fantasia e che come tale, non esula dal suddetto contesto.

 

Erano le dieci di sera a Los Angeles. Heath Ledger camminava a passo concitato. C’era poco tempo. La sua donna lo aspettava in hotel. Ma la mente dell’attore era proiettata altrove.
Attese che il portiere dell’elegante stabile lo facesse passare. Camminò lungo il corridoio con in testa soltanto una cosa..Le sue labbra, il suo sorriso, il suo sguardo magnetico…già, per non parlare del… hummmm, il suo culo fantastico.
Si ritrovò davanti alla porta con il cuore a mille, anche se in effetti, solo due ore prima erano fianco a fianco, di fronte uno stuolo di giornalisti.
“Eccoti” Jake gli si parò davanti.
“Hai avuto problemi?” chiese accogliendolo nella sua bella casa.
“Lasciamo stare.” Tolse il giubbetto e lo buttò su una sedia.
Si guardò intorno, l’appartamento del collega gli piaceva tanto, così elegante ma, allo stesso tempo, privo di fronzoli, d’inutili forzature a porre l’accento sull’opulenza di chi l’abitava.
“Che ti ha detto Michelle?”
L’australiano sospirò “sospetta qualcosa, ma non di noi naturalmente, pensa che me la faccio con una certa Patricia Smith, un’attricetta di soap opera che mi tempesta di messaggi.”
“E lasciaglielo credere…”
“Certo, così tu ti salvi il culo, ma io sempre uomo infedele resto.”
Jake sghignazzo e ripeté tra se uomo infedele…Heath si perse in quel sorriso.
“Non ridere così…”
“E perché?”
“perché mi viene voglia di baciarti”.
Non finì nemmeno la frase che il collega avvicinò le labbra alle sue. L’australiano ghermì il bel viso con entrambe le mani. E lo baciò con passione.
"Ero sicuro che finiva così…"
“Non dovevo?” rispose Heath cessando di succhiargli il labbro inferiore
L’altro lanciò uno sguardo enigmatico mentre l'australiano accarezzava la camicia.
Dopo qualche secondo si arrestò facendo un passo indietro.“Dovrei finirla qua vero? Poi va a finire come l’altra volta e passiamo la notte insieme”
“È probabile” sbuffò sorridendo Gyllenhaal. Ma le loro braccia si stavano di nuovo toccando.
“Posso offrirti qualcosa da bere?” chiese con dolcezza.
“Sicuro”
Il padrone di casa tornò con un bicchiere di vodka e lo porse all’uomo addossato alla finestra principale della stanza.
“Che cosa guardi di speciale?”
“Controllo se c’è qualche paparazzo, non vorrei che uscendo di qui mi becchino”
“Se esci all’alba sarà meno probabile” provocò.
“Come no…”
Jake non protestò quando Heath mise il braccio intorno alle sue spalle e camminando, lo spinse sull’enorme divano che occupava per intero una parete.
“Ho ancora voglia di baciarti, non mi stancherei mai del tuo sapore”
“Forse non è giusto…”
“Forse…” fece eco l’attore dai capelli biondi.
Le bocce si avvilupparono desiderose di aversi. Ma un telefono cellulare vibrò. Stancamente Ledger rispose.
“Sì. Ho capito, tra poco sono da te.”
Jake sospirò.
“Lo sai che non vorrei andarmene” gli dispiaceva leggere abbattimento nel suo volto, ma la sua donna lo chiamava, non poteva restare lì a crogiolarsi nei baci, anche se lo desiderava con tutto se stesso.
“Occhi belli lo sa Dio se vorrei restare ancora un po’”.
Il compagno appoggiò la testa sulla sua spalla, osservò il ventre dall’amante muoversi ritmicamente.
“Vai pure, è solo che dopodomani torni a casa e di nuovo a bramare la prima occasione per rivederti”
“Cristo lo so bene!” Heath strinse più forte il suo braccio attorno alla spalla. Baciò la chioma scura.
“Amore mio…” pronunciò in un sussurro. Gli ci volle una forza disumana per staccarsi.
“Se posso torno domani”
“Fai attenzione”
“Starò attento” e così dicendo si congedò con un ultimo sofferto bacio d’addio.

Heath scese in strada, coprendosi con il cappuccio della giacca per dare meno nell’occhio, nell’eventualità ci fossero fotografi appostati.
Venti minuti dopo era già nel letto con la sua compagna.
“Si può sapere dove sei stato?” il tono non prometteva niente di buono.
“Ho bevuto una birra con alcuni colleghi, che c’è di male?”
”E allora perché puzzi di vodka?”
“Birra, vodka che cazzo cambia?”
Michelle si alzò a sedere sbraitando “birra o vodka, colleghi o colleghe, non cambia niente lo stesso giusto?”
”Sei pazza. Non c’è nessuna donna lo sai, tu e Matilda siete le mie sole ragazze”
Michelle tentò di abbracciarlo, ma l’uomo si ritrasse freddamente.
“Proverò a dormire un po’”.
La donna si ritirò nell’angolo più lontano del letto piangendo lacrime salate.

Alle prime luci dell’alba l’australiano era già sveglio. Guardò la moglie dormire e desiderò come non mai essersi sbagliato.
Mi sento cattivo a desiderare questo ma come avrei voluto svegliarmi accanto a Jake…eppure sei la madre di mia figlia e ti voglio bene, ma non posso, io non posso…Mio Dio mi sembra di impazzire!
No, non poteva dimenticare quello che il cuore gli sussurrava, anzi gli berciava in petto come un pazzo in balia di se stesso, un pazzo che lo insegue nella notte con un’accetta in mano…quell’immagine gli ricordò Donnie Darko. Dio mio non è possibile, sto di nuovo pensando a lui.
Si alzò di scatto sperando che la sua donna non si destasse. Gli abiti della sera prima erano sulla sedia, li indossò e, senza indugi, si ritrovò per strada. Alle sette del mattino, era di nuovo sotto casa di Jake. Ora cosa penserà il portiere?Che si fotta! Ma l’omuncolo della sera prima, era stato sostituito da una donna dalla criniera rossa.
“Preferirei salire senza essere annunciato” affermò timidamente.
“In che senso?”
“Temo di svegliare il signor Gyllenhaal, credo di aver dimenticato il mio portafoglio a casa sua e mi scoccerebbe disturbarlo…”
“Posso darle una scheda magnetica di riserva ma deve firmare questo” Ledger firmò senza protestare.
Se questo foglio va in mano a Michelle sono fottuto.
Camminò in fretta. Passò febbrilmente la scheda magnetica nella feritoia. La stanza era calda ed accogliente come la sera prima con la sola differenza, che la luce del giorno l’aveva invasa rendendola l’atmosfera ancora più audace. La porta della stanza da letto era aperta. Jake dormiva profondamente: una gamba sopra il lenzuolo, le braccia abbandonate lungo il corpo. Heath si fermò qualche secondo a contemplarlo. Con un tocco quasi impercettibile gli accarezzò i capelli che cadevano scomposti sulla fronte; piccole ciocche nervose e umide di sudore. Probabilmente stai sognando. Pensò
“Ti amo così tanto” bisbigliò. Il pensiero si era fatto parola. Jake si mosse di rimando. Gli enormi occhi blu si spalancarono al nuovo giorno.
“È ora di svegliarsi bel ragazzo”.
Quando fu del tutto desto, gli fu difficile mascherare il moto di sorpresa.“Heath che fai qui?”
”Non sei contento di vedermi?”
Jake gli accarezzò il braccio. “Certo che sono contento, come hai fatto ad entrare?”
“Ho usato il cervello” sentenziò.
“Il portiere ha una scheda magnetica di riserva per quando viene la donna delle pulizie, gli hai detto che sei la nuova domestica?”
Heath sorrise. “Sciocchino, gli ho detto che non volevo svegliarti”.
Stirandosi l’altro chiese “e allora perché mi hai svegliato?” l’attore di Perth lo guardò incantato.
“Uo bisogno di te” non c’era altro da aggiungere.
L’americano si alzò a sedere e lo attirò a se, si abbracciarono forte. “Avrei dato un occhio per non lasciarti andare via stanotte”
”Io li darei entrambi per restare tra le tue braccia per sempre” rispose.
“Come ti amo, maledizione!” aggiunse prima di stampargli un grosso bacio sulla bocca.
“Faccio il caffè” annunciò staccandosi dalle braccia del suo ospite.
Scese dal letto e si precipitò in cucina. L’altro lo seguì.
Quando la bocca di Heath ritrovò quella dell’amante, fu invasa dal sapore dell’espresso.
“Se mi lasci ne faccio uno anche a te” sorridendo, l’australiano si passò la lingua sulle labbra.
“L’ho già bevuto.”
Jake sorrise e gli accarezzò il viso dolcemente. Ma poi si fece serio.“Cosa pensi di dirle?”
“Non lo so, ho passato quasi tutta la notte pensando a te, alla voglia matta che avevo di rivederti” sospirò
“e ora sono qui e voglio solo stare bene; pensi che sono un bastardo, vero?”
“In un certo senso lo siamo tutti e due” e così dicendo gli gettò le braccia intorno al collo.
“Baciami”
“Non chiedo altro lo sai.”
Dopo qualche secondo di mulinamento, Jake si bloccò di botto“Che vuol dire non chiedi altro?”
Heath ridacchiò “si fa per dire” le mani del biondo scesero lungo la schiena fino a posarsi sulle natiche.
Jake indossava solo un paio di boxer grigi e una canottiera bianca.
“Mi fai strada tu?”
“Strada?”
“Sì, al tuo letto.”
Jake gli lanciò un lungo sguardo d’intesa, il fatto che lo volessero fortemente entrambi, rendeva tutto ancora più dolce.
"L'amore della mia vita." Sospirò Heath guardalo intensamente mentre lo liberava dei pochi indumenti. L’altro, di rimando, gli sbottonò la camicia. I jeans caddero sul pavimento. L’australiano si coricò accanto a lui.
Jake spinse una mano tra i biondi capelli come se avesse voluto carezzare il cervello.
“Ti amo tanto”
”Anch’io…ma: perché quella faccia seria?” sul viso del giovane era calata un’ombra.
Il figlio d’arte fece spallucce.“Scusami hai ragione tu. Sono così pochi i momenti che abbiamo per noi, che è davvero un delitto essere tristi”
“Tu sai che non sarà così per sempre? Vero Jake?”
Ledger aveva sempre bisogno di quella conferma.
”Lo so, me lo hai ripetuto mille volte. Non siamo come Jack e Ennis. Quella è un’altra storia. Un giorno staremo insieme ma…non è vicino quel giorno, vero amore mio?” nella sua domanda c’era una punta di panico.
“Nemmeno troppo lontano.”
Heath non aveva più voglia di chiacchierare, quelle labbra schiuse e umide lo attiravano come una calamita. Abbiamo parlato fin troppo.

Si rotolano lungo l’ampio letto, le spalle, il ventre, le cosce, il torace attaccati.
I sessi a spingersi, a lottare l’uno contro l’altro. Jake adagiato sul suo corpo. Le parole in un soffio.
“Dio, quanto ti desidero, Jake…”
Il suo sesso bruciante intruppa sulle natiche. Jake si posiziona in modo da sentire la punta premere contro l’apertura. Heath spinge.
"non avrai intenzione di farlo senza lubrificante?"
Lo sguardo dell’attore australiano s’illumina."Sto perdendo come un rubinetto."
Gli occhi di Jake sono fissi ai suoi. Ledger fa un movimento brusco con il bacino.“Non farmi aspettare ancora, non ce la faccio più!”
Jake è sfiancato dall’eccitazione, il suo sesso è talmente duro, mentre strofina con vigore sul ventre del suo uomo, da fargli male.
“Va bene, fallo" risponde in un sussulto.
“Dici sul serio?”
“Ma sì, certo che dico sul serio.”
La mano del biondo lavora tra le natiche. Il dito indice fa strada al sesso. L’estremità scivola dentro con destrezza ma poi si blocca.
Jake risponde senza dare il tempo all’altro di domandare.“Non fa male, però fai piano.”
Heath muove lentamente i fianchi. Jake si abbandona sul torace, preme la guancia ombreggiata di barba, contro quella dell’amico. Il sesso scivola dentro. Ora è Jake a muoversi facendo perno sulle mani. Heaht si abbandona al piacere.
“È fantastico quando ti muovi così” sussurra.
“Muoviti con me” lo incita Jake.
L’altro sposta il bacino verso quello dell’amante. Accompagna le spinte ghermendo i fianchi. È sfinito dal piacere. Nessuna donna riesce a fargli provare qualcosa di simile.
L’assenza di lubrificante fa stridere il sesso rendendo la penetrazione più decisa
“È una sensazione nuova” la voce arriva a Jake lontana.
“Anche per me.”
Heaht aumenta ulteriormente il ritmo. I loro movimenti sono perfettamente sincronizzati. Gli unici suoni che echeggiano nella stanza sono l’urtarsi dei corpi e gli ansimi d’estasi. Heath tira fuori il sesso. La punta accarezza le natiche lasciando la scia d’umore. Jake si sposta per riappropriarsene. Un movimento deciso dei fianchi e il sesso torna in lui. Gli sfugge un gemito profondo
“Mi piace tanto Heath, mi piace da impazzire.”
Heath si aggrappa con le mani alla vita e lo spinge sotto di lui.
Le posizioni s’invertono. L’australiano appoggia i polpacci dell’amante sulle proprie spalle. Assesta il corpo su quello dell’amico dirigendo il sesso con la mano destra. Entra nuovamente in lui fino alla base.
“Questa è la tua posizione preferita, vero Jake?”
L’altro non ce la fa a rispondere, la voce gli si spezza in gola da quanto è coinvolto.
Il sesso di Ledger s’incurva nel punto giusto, stimolando la ghiandola prostatica.
“Così mi piace, così” enuncia in un gemito il giovane dagli occhi blu.
I movimenti rapidi e decisi del compagno, gli stanno facendo perdere il controllo. Jake ansima più forte.
“OH, dio! Sì! Non smettere, non smettere ti prego…Dio! L'OH! L'OH, OH, OH, sì, sì! Dio!Heath!”
L’attore dai capelli biondi, impugna il sesso pulsante del compagno. La mano da colpi precisi, rapidi.
Jake viene, abbandonandosi ad un grido. La tensione che ha accumulato è tale che l’orgasmo è quasi liberatorio.
Heath lo guarda estasiato.Osserva gli occhi umidi per lo sforzo. Si abbassa e succhia via le lacrime. Il torace di Jake è completamente imbrattato del proprio seme ma Heath si muove ugualmente nel passaggio stretto.
“È stato incredibile è…è stato fenomenale" Jake sospira.
Heath appoggia le labbra su quelle dell’amico, si scambiano un bacio ardente.
Jake succhia la lingua, poi la lascia andare, l’agguanta di nuovo. L’asta dentro di lui, si muove ancora. Si muove febbrilmente. Scorre come una spada riposta nel proprio fodero.
“Soddisfatto, baby?”. La voce calda di Heath si riversa nelle sue orecchie.
Dopo una dozzina di colpi lenti ma costanti, Jake riesce a parlare.“Perché non vieni?”
"No, finché non vieni tu un’altra volta."
Jake sorride e scuote la testa “Impossibile. Mi hai svuotato completamente.”
Ma Ledger non ne vuol sapere. Spinge instancabilmente in lui.
Dentro e fuori.
Dentro e fuori.
Jake si aggrappa ai suoi fianchi, assaggia il suo respiro finché il piacere non lo vince di nuovo. P
artecipa, si alza incontro a lui. Lo tiene stretto in vita attirandolo a sè.
“Vieni piccolo mio, vieni con me..” Heath lo incita, gli succhia le spalle, la pelle salata è madida di sudore. Jake esplode di nuovo lasciandosi andare ad un piccolo gemito di soddisfazione. Le contrazioni stordiscono l’altro.
Per Ledger il piacere è talmente intenso che prima di venire gli sfugge un grido roco, che non ha niente di umano. Le mani afferrano le natiche. Le dita sprofondano nella carne fino a lasciare dei lividi visibili.
Stravolto dal godimento, l’australiano si accascia tra le sue braccia. Jake lo accoglie accarezzando i capelli fradici.
“Nessun uomo al mondo merita questo, sono fortunato” sospira Heath.
“no, sono io il più fortunato” le labbra di Jake accarezzano la fronte.
“Stai tremando?”
“Un po’” il giovane di Los Angeles recupera con un piede la coperta e avvolge l’amante, e se stesso, sotto il caldo tessuto.
“Non credo sia il freddo” annuncia Heath, la sua voce è talmente profonda da far vibrare la casa.
“E cosa allora?”
“Tutto. Tutto quello che mi dai.”
Jake ha capito, non serve dire altro.
Solo restare abbracciati per altri cinque, forse dieci minuti.


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