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Titolo:Arklow

Autore:*°Hokuto°Sumeragi°Chan°*
Personaggi: -
Genere:R
Warning:nessuno
Capitolo:1
Pubblicata:19/06/2006
Ultimo aggiornamento:19/06/2006
Completata:

 
Autrice: *°Hokuto°Sumeragi°Chan°*
Serie: Original

Raiting: R

Pairing: Sorpresa
Disclaimer: I personaggi sono miei anche se i due protagonisti non possono definirmi completamente miei cioè si... Bhe per capir cosa intendo basta leggere^-^.
Riassunto: Perchè gli abitanti di Arklow sono tutti strani, perchè nessuno di loro sorride, solo uno di loro sembra felice, chissa perchè, chi è veramente costui?

Titolo: Arklow



Nutrirsi della morte altrui è ormai diventata la mia ragione di vita.

Sono un poliziotto, spietato, senza alcun riguardo verso chicchessìa, non temo nulla, solo me stesso.

...

Sette anni fa ero un ragazzo ingenuo, addirittura credevo ancora in Babbo Natale! I miei pseudo amici mi prendevano spesso in giro denominandomi Fessacchiòtto, solo Yuya mi voleva bene; lui era l' unico che mi stava sempre accanto senza protestare, era l' unico che si accorgeva dei miei sentimenti impregnàti di sofferenza e rancore.

Mi ricordo ancora quando la scuola aveva deciso di organizzàre una gita in Irlanda, per me quella era una notizia favolosa, da tanto ormai sognavo di andarci in quella nazione che ritenevo " MAGICA ". Io e Yu-chan avremmo soggiòrnato nella stessa stanza per un' intera settimana, finalmente potevo allontanarmi dalla famiglia che mi procurava solo tristezza, finalmente sarei potuto stare per tanto tempo con il mio migliore amico.

Dopo neanche un mese eravamo già pronti a partire, quel giorno toccavo il cielo con un dito, sorridevo come mai avevo fatto, vedermi felice rallegrava anche Yuya. Nonostante lui apparìsse perennemente di buon umore in passato mi aveva confidato che vedermi abbàttuto lo demoralizzava e si sentiva male pure lui, saper ciò mi aveva shockato, mai avrei creduto che qualcuno potesse tenere a me così tanto.

Dopo un giorno e mezzo di viaggio giunsimo a destinazione.
L' albergo in cui avremmo alloggiato ricordava una castello gotico, ammetto che ne ebbi paura allora, molta paura.
I gestori e coloro che prestavano servizio avevano un espressione veramente lugubre, sembrava quasi che fossero privi d' anima. Baal, il figlio dei padroni pareva la sola persona normale... pareva.

Il primo dì passò piuttosto rapidamente, siccome aveva piovuto a dirotto non eravamo potuti uscire, io e Yu-chan decidemmo di segregarci nella nostra stanza, esprimendo le nostre prime opinioni sul luogo appurando che ad entrambi quelle persone e quell' albergo non ispiravano molta fiducia.

la seconda giornata fu indubbiamente più divertente.
Il sole sembrava ridere talmente splendeva, la rigogliosa natura si mostrava in tutta la sua gloria infine la rugiada conferiva un alone magico a tutto.
Avendo la libertà di scegliere dove andare, io ed il mio inseparabile amico andammo in un lago che si trovava vicino all' hotel.
Appena giunti notammo che vi erano diversi pescatori, uno di loro ci colpì profondamente in parte per la bravura ma soprattutto per l' aspetto.
Attirati come una calamita ci avvicinammo a lui, sebbene fossimo a più di tre metri di distanza egli aveva udito i nostri passi e si era voltato di scatto.
Dai lineamenti del volto non dimostrava nemmeno diciotto anni, sembrava una creatura ultraterrena, i lunghi capelli argentei incorniciavano la sua figura esile, il pallore della carnagione ricordava un fantasma, la bocca piccola e ben fatta mi è sempre rimasta impressa a causa del colore, rosso ciliegia, eppure non aveva il rossetto però a colpirmi più di ogni altra cosa erano stati i suoi occhi, rossi e inespressivi proprio come quelli degli abitanti dell' albergo e facendo attenzione appurai che anche gli altri erano così.
La mia gola si era completamente seccata, le cose che avrei voluto dire erano molte ma non riuscivo ad esprimere altro che silenzio.
- Finche siete in tempo andate via, salvatevi... almeno voi!-
Sgranai gli occhi sorpreso, quello strano ragazzo ci stava dicendo d'andarcene, in parte stava confermando i nostri timori, quel luogo non era normale, in quel paese regnava un' atmosfera oscura. Intimoriti io e Yuya senza dir nulla ci avviammo al chiosco del gelato adocchiato precedentemente.
Il gelataio sicuramente non era del posto, il viso rosso e paffuto, gli occhi vispi e la grande stazza lo contraddistinguevano dagli altri abitanti di Arklow difatti quando gli chiesi se anche lui fosse straniero rispose di sì, dichiarandosi Italiano.
Dopo averci offerto gentilmente un gelato a testa, Cesare ci invitò a tornare da lui il giorno seguente poichè gli eravamo parsi simpatici a differenza degli altri loschi individui incrociati per strada.
Rallegrati per la nuova conoscenza, tornammo in albergo e dopo una doccia ristoratrice, la cena e una partita a scacchi andammo a dormire proprio come facevamo da piccolini, ovvero, nello stesso letto, abbracciati e con le gambe incrociate.

Il terzo giorno o meglio dire " Il giorno del terrore " fu orrendo.
Durante la mattinata tutto si svolse come al solito, colazione alle otto, riunione professori-alunni nella hall, visita guidata in un museo, ritorno all' hotel, pranzo e riposo fino alle tre.
Il pomeriggio invece fu all' insegna del sangue, infatti una volta di fronte al banchetto del gelato di ieri, non vedendo Cesare, io e Yu-chan c' introdummo all' interno di questo.
Lo spettacolo che si presentò davanti ai nostri occhi era raccapricciante, il corpo dell' italiano ricoperto di sangue, abbandonato in un angolo, sgozzato, la testa non c' era, probabilmente l' assassino l' aveva gettata da qualche parte.
Sorreggendoci l' un con l' altro uscimmo allucinati e impauriti da li, non appena fummo fuori notammo una strana ombra nascosta dietro ad un albero ma stravolti da quel che era avvenuto decidemmo di ritornare alla base e non dir nulla a nessuno, qualcosa dentro di noi ci diceva che star zitti sarebbe stata la cosa migliore.

Il quarto giorno, " la seconda tragedia ".
Il nostro medico era stato trovato anche lui senza testa nella sua stanza.
Come il proprietario del chiosco anche lui sembrava una persona vivace e spensierata e anche lui aveva fatto una brutta fine.
Quel collegamento provocò in me un tremendo presentimento.

Il quinto ed il sesto giorno nulla di ecòatante se non che al telegiornale avevano annunciato la morte sempre per sgozzamento di altre dieci persone.
Nel momenti in cui sentii quella notizia voltai il capo verso Yuya, rideva come sempre, era felice, nonostante tutto quel che accadeva... era felice, purtroppo, non era il solo.

Nel corso del settimo giorno... Shh, non anticipo nulla!.

Durante la notte avevo fatto un incubo.
Nel momento in cui mi svegliai posai lo sguardo sul corpo seminudo del mio amico, sebbene fosse diciottènne appariva come un fanciullo di quindic' anni, addirittura veniva scambiato per una ragazza a causa dell' aspetto efebico, per quanto non lo dassero a vedere i compagni di classe innamorati di lui non mancavano, ovviamente io ero incluso.
Nel preciso istante in cui tentai di alzarmi le sue braccia mi bloccarono facendomi nuovamente precipitare giù, sopra di lui. La tensione sessuale che si percepiva si poteva tagliare con un coltello, i nostri respiri diventarono sempre più affannati, le nostre mani presero a scorrere l' une sul corpo dell' altro curiose di scoprirne ogni minimo particolare, da tempo ormai desideravamo possederci ma nessuno dei due aveva avuto precedentemente il coraggio di fare la prima mossa.
La fiamma ardente della passione ci scottava sempre più; impazienti, goffi, buffi; sembravamo due bambini in procinto di scartare i regali di Natale.
L' odore del sesso impregnava l' aria, i nostri gemiti si erano profusi ovunque; era tutto perfetto in quel momento, l' istante dopo era tutto morto.
La testa del mio angelo era sparita, al suo posto vi scorreva solo sangue; l' incubo si era avverato. Il mio Yuya se n' era andato.
Non vi fu bisogno di girare la testa per capire chi fosse, il mio subconscio aveva già individuato il Killer: Baal, il figlio dei padroni dell' hotel, il divoratore delle anime pure e felici. Suddetto demone comparii di fronte a me guardandomi ironicamente, sapeva il destino che mi avrebbe atteso, sapeva che ci saremmo uniti e così fu.

...

Il tempo è quasi scaduto, la mia anima buona deve tornare nel suo buio angolino, Baal reclama il nostro corpo, Baal reclama nuove anime, Baal è arrivato...

Arrivederci signori lettori.

...

- Perfetto, questa era ottima, lavoro magistrale ragazzi, questo film sarà un sucessione, siete stati tutti perfetti! -

- Signor Robinson lei è troppo buono, dopo tutto abbiamo soltanto svolto il nostro lavoro -

- Lo dice lei! quante volte gli devo dire di non peccare di poca autostima -

- Posso assicurargli che non mi manca, anzi!

- Perfetto, meglio per lei.

- Sarebbe meglio dire meglio per Baal, no?

- Oh, oh, oh ma certo, come darvi torto!.

- Ora signor registra se non gli dispiace dovrei andare, sa il mio ragazzo ehm...

- Non si preoccupi caro, vada pure, vada.

...

- Allora Yuya, la mia recita l' hai trovata abbastanza credibile?

- Esageratamente sì, temo quasi che qualcuno intuiscmmh-

- Shh, silenzio, nessuno ci scoprirà mio amato Asmodeus, nessuno, ah ah ah ah ah.

- sei sempre il solito Baal, non cambi mai!-

- Meglio no?! Ora basta però, andiamo a divertirci, questa è stata una giornata assai faticosa, non trovi?

- Indubbiamente sì!

- Con cosa preferisci cominciare? -

- Che ne pensi di un bel sessantanove?! -

- Oh si, ottimo inizio, veramente ottimo.

The End


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