BEAUTIFUL THING
| Regia: |
Hettie MacDonald |

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| Sceneggiatura: |
Jonathan Harvey |
| Anno: |
1996 |
| Nazione: |
Gran Bretagna |
| Info: |
colore, 88 minuti |
| Trailer: |
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| con: |
Linda Henry, Glen Berry, Scott Neal |

Jamie e Ste sono due adolescenti che vivono in un quartiere popolare. Jamie vive con la madre, che spera di aprire un giorno un proprio pub e intanto si divide tra il lavoro di cameriera e una relazione con un uomo più giovane. Ste passa invece il proprio tempo giocando a calcio e facendo la faccende di casa per il fratello maggiore e il padre alcolizzato che lo maltrattano regolarmente. Tra i due ragazzi si sviluppa pian piano un'amicizia, circondati da bizzarri personaggi di contorno in un ritratto di quotidiana umanità very british. Ma con il passare del tempo i due scopriranno che la loro non è solo amicizia...
Diventato da anni un film di culto che ha fatto sognare tanti giovani gay in tutto il mondo, Beautiful Thing è una delle più toccanti storie d'amore gay raccontate dal cinema, tratta da un'opera teatrale di Jonathan Harvey che ne ha curato anche l'adattamento cinematografico. Si distingue inoltre per l'elevato livello qualitativo che contraddistingue la pellicola, che all'epoca dell'uscita ebbe anche estesa distribuzione cinematografica in Europa riuscendo ad evitare di essere confinata alla sottocultura lgbt.
Nel delineare lo svilupparsi del rapporto tra i due protagonisti Jamie (Glen Berry) e Ste (Scott Neal), viene anche lasciato ampio spazio ad un carosello di personaggi che delineano il vivace ambiente di un quartiere popolare dell'Inghilterra post-thatcheriana: tra tutti spicca il personaggio di Leah (Tameka Empson) ma soprattutto quello di Sandra, la madre di Jamie, interpretata da una superba Linda Henry.

Pellicola che forse a volte risulta melodrammatica e fin troppo romantica, Beautiful Thing è comunque, con il suo tono agrodolce, uno dei migliori film che il cinema britannico ci ha regalati negli ultimi anni, e certamente una pellicola che non può mancare nella personale top 10 di un giovane gay. Evitando di scadere nella fin troppo diffusa rappresentazione di scene di sesso che spesso costellano il cinema che affronta storie gay (e che anzi finiscono per essere spesso il principale discriminante del cinema gay), Beautiful Thing non può nemmeno davvero definirsi un film "gay": in esso la storia prevale sulla militanza, e ci regala autentico cinema.
