Camminando sull'acqua
| Regia: |
Eytan Fox |
|
| Sceneggiatura: |
Gal Uchovsky |
| Anno: |
2004 |
| Nazione: |
Israele |
| Info: |
colore, 99 minuti |
| Trailer: |
Vedi il trailer (presenti anche 4 scene del film) |
| con: |
Lior Ashkenazi, Knut Berger, Caroline Peters |

A Eyal, agente del Mossad, il servizio segreto israeliano, viene affidato il compito di individuare ed eliminare Alfred Himmelmann, un criminale di guerra nazista. Per ritrovarlo si offre come guida turistica al nipote di questi, Axel, venuto in Israele per vedere la sorella che vive in un kibbutz. Durante la vacanza di Axel, tra questi ed Eyal due nasce una profonda amicizia, messa in crisi dalla scoperta dell'omosessualità di Axel. Quando però questi torna in Germania, Eyal lo segue, convinto di poter così trovarne il nonno. Tuttavia il mortale compito affidatogli costringe Eyal a riflettere sulla propria vita e a mettere in discussione il proprio futuro e le proprie convinzioni.

Terzo film del regista Eytan Fox, che già aveva diretto "Yossi and Jagger", grande successo di pubblico in Israele nel 2002 e apprezzato dalla critica internazionale, "Camminando sull'acqua" viene presentato nel 2004 al Festival del Cinema di Berlino, confermando Fox come uno dei principali cineasti israeliani contemporanei. Si tratta certamente di un film che ci permette di definire Fox come un regista ormai maturo, capace di dirigere con sapienza due attori giovani ma già esperti (Ashkenazi è una grande star in Israele) e capaci di interpretare magnificamente i loro ruoli.
In questa pellicola viene affrontata in maniera nuova un tema già spesso portato sullo schermo, ma la caccia al criminale nazista, inseribile altrimenti nel classico filone del genere spionistico, viene totalmente messa in secondo piano dalle vicende personali dei personaggi, e in particolare di Eyal: la morte di Iris, la crisi di coscienza di Eyal, la scoperta dell'omosessualità di Axel. Sullo sfondo, la Palestina dilaniata dal conflitto israelo-palestinese, incarnato dal difficile rapporto tra Eyal e Rafik, l'amante palestinese di Axel, e l'incomprensione (tutta europea, verrebbe da dire) di Axel per la rabbia che cova nel suo amico israeliano.
Questa pellicola conferma, se ce n'era bisogno, la vitalità della cinematografia israeliana, la sua capacità, cinica e disillusa, di narrare il presente di Israele, di "metabolizzare" il continuo e decennale stato di guerra, e di sopportare il peso, pur ormai lontano, del dramma della Shoah.
Il film è distribuito in Italia da Cecchi Gori Home Video, con audio in italiano.
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