Lo scorso 2 aprile, in piena campagna elettorale, ha fatto scalpore l’esternazione del generale Mauro Del Vecchio, candidato nelle liste del Pd, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per "KlausCondicio", il contenitore di approfondimento politico visibile su su YouTube.
"I gay nell'esercito sono inadatti" ha dichiarato creando non poco scompiglio sia in ambito politico, sia nel mondo omosessuale.
Grande imbarazzo tra le fila del Pd. Veltroni ha subito preso le distanze da queste affermazioni che oltre ad essere pericolosamente omofobe, sono stantie e sicuramente inadatte al programma progressista con chiare ambizioni Zapateriste e ai principi che stanno alla base del Pd - (vedi, Manifesto dei Valori).
Più tardi, Del Vecchio ha rettificato con tanto di scuse.
Il caso è stato archiviato? Sembra di sì.
Ma resta in superficie il dubbio: com’è la situazione italiana riguardo l’argomento -caserma e omosessualità-? È davvero cambiato qualcosa rispetto a quello che conosciamo, come ci illustrano i vari film trash anni settanta con la quale sono cresciute diverse generazioni? Quelli in cui Renzo Montagnani e Pierini vari mostravano un microcosmo militare fatto di battute volgari e situazioni grottesche contro i gay? E soprattutto ci si domanda: un ragazzo di diciassette anni, ma anche uno di venticinque, è libero di dichiararsi gay come succede in Spagna, Inghilterra e Israele?

Abbiamo chiesto un parere a Giusi Dottini che proprio lo scorso anno ha pubblicato con la casa editrice nonsoloparole un romanzo che narra avventure e disavventure di un giovane in ferma volontaria.
BT: “In Danzando con i propri demoni il protagonista è Alberto, un giovane omosessuale che sposa la vita militare. Cosa le ha dato lo spunto per trattare questo tema in particolare?”
GD: “Il mio libro è certamente frutto della fantasia ma sono stati essenziali anche i racconti di alcuni giovani gay che nell’esercito ci sono stati davvero.”
BT: “Si è dunque ispirata a vicende reali?”
GD: “In alcuni casi, sì. Ma senza entrare troppo nel dettaglio per non offendere nessuno.”
BT: “Situazioni anche pesanti?”
GD: “Sì, nel caso specifico il protagonista subisce soprusi da un suo superiore. E stiamo parlando di uno che è poco più che un ragazzino. Ma se nel romanzo il giovane accetta il trattamento perché masochista, nella realtà la situazione è ben diversa.”
BT: “Tornando a parlare appunto della situazione reale, ed in modo particolare della situazione italiana oggi, secondo lei è plausibile che un militare dichiari il proprio orientamento sessuale in servizio?”
GD: “Lo escludo nella maniera più assoluta.”
BT: “... assoluta... cosa le fa credere che sia così improbabile?”
GD: “Ancora oggi al solo sospetto c’è il rischio di essere maltrattati sia verbalmente che fisicamente oppure di subire un 'mobbing' tale che alcuni, i più sensibili, sono spinti al suicidio, o, nel migliore dei casi, a rinunciare.”
BT: “Perché succede questo secondo lei?”
GD: “Purtroppo, l’ambiente militare è ancora fortemente maschilista e reazionario. Il machismo è fin troppo ostentato. E poi siamo in Italia, uno Stato ancora lontano da un’autentica laicità, dunque la vedo proprio dura. Nell’immaginario collettivo poi un omosessuale è ancora relegato in ambienti lontani anni luce dall’esercito.”
BT: “Eppure all’estero le cose sono cambiate…”
GD: “Qui da noi non mi pare proprio, basta vedere cosa succede nel mondo dello sport in particolare il calcio, e persino nel mondo dello spettacolo. Essere gay è ancora tabù.”
BT: “Vuole prendere posizione rispetto all’affermazione poi smentita del candidato Pd?”
GD: “Avrebbe dovuto tacere. Ma non lo biasimo per non aver detto il contrario, intendo dire che i gay sono ben accetti nell’esercito, perché, in quel caso, sarebbe stata un’affermazione poco realistica.”
BT: “Un'ultima domanda per terminare l'intervista: Secondo lei, per quale motivo dei giovani gay decidono di arruolarsi nei corpi delle forze armate pur sapendo che la situazione in cui si troveranno sarà questa? Determinatezza, passione o masochismo come succede per il personaggio di Danzando con i propri demoni?”
GD: “Da pacifista quale sono è assurdamente più facile comprendere perché alcuni scappano con Greenpeace rispetto a chi decide di arruolarsi, in generale intendo. Per un gay potrebbe essere una forma di provocazione nei confronti di chi vorrebbe ghettizzarlo, ma può anche essere una vocazione sentita e basta.”
BT: “Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per i suoi prossimi progetti!.”
GD: “Grazie a voi.”