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Corradino di Svevia
Una triste storia di amore e morte nell'Italia medievale: Corradino di Svevia e Federico di Baden.
Corradino di Svevia (1254-1268) era figlio dell’imperatore Corrado IV e nipote del famoso Federico II di Svevia, che fu illuminato Re di Sicilia e protagonista di numerosi scontri con il Papato nella lotta alla supremazia politica e morale in Europa. La vicenda umana di Corradino purtroppo è piuttosto triste. Rimasto orfano a 3 anni, crebbe in Germania circondato da intrighi, sotto la protezione di uno zio che si preoccupò di tenerlo lontano dai guai (che all’epoca significava evitare guerre e massacri inutili). In quegli anni si sviluppa la sua amicizia con un cugino di 3 anni più grande, Federico, duca di Baden. Da allora le vite dei due ragazzi resteranno sempre legate l’una all’altra. Federico si dimostrerà sempre leale e fedele al suo cugino più giovane ma più titolato (Corradino era l’ultimo discendente della casa imperiale degli Hohenstaufen). Nel 1267 Corradino, allora tredicenne, scende in Italia per reclamare il trono di Sicilia dopo la morte di Manfredi, figlio illegittimo di Federico II di Svevia (e quindi, anche se non ufficialmente, suo zio). Viene tuttavia sconfitto nella Battaglia di Tagliacozzo (23 agosto 1268) e, catturato da Carlo I d’Angiò, che il papa aveva nominato Re di Sicilia, viene giustiziato insieme a suo cugino Federico (29 ottobre 1268). Subito prima di essere giustiziato, si dice che il giovane abbia esclamato: “Oh Mutter, welches Leiden bereite ich dir!“ (O Madre, quali pene ti ho procurato!) I due giovani furono sepolti nella stessa tomba nella Chiesa di Santa Maria del Carmine, a Napoli. Per quanto non ci siano notizie certe sulla loro omosessualità, a partire dal XIX secolo divennero dei simbolici personaggi della "mitologia" gay.

Un dipinto settecentesco raffigurante Corradino di Svevia e il cugino Federico.
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