Genitori gay: crescere con genitori omosessuali
Sul numero 649 (7 luglio 2006) del settimanale "Internazionale", viene pubblicato un articolo di Susan Dominus comparso sul New York Times Magazine, sui figli cresciuti da madri lesbiche.
Il tema dei genitori omosessuali è ormai all'ordine del giorno in molti paesi. In Francia il Partito Socialista ha deciso che nel programma per le elezioni del 2007 includerà l'estensione alle coppie omosessuali della facoltà di adottare bambini. In molti paesi questa situazione è già realtà: ad esempio Canada, Belgio, Svezia, Paesi Bassi, Spagna. Negli Stati Uniti, già nel 2000 risultava dai dati del consimento l'esistenza di 150.000 famiglie composte da genitori omosessuali con figli.
Negli ultimi anni, inoltre, si assiste ad una specie di "Gay baby Boom": secondo alcune ricerche sarebbero addirittura 3 milioni i figli di genitori omosessuali, e a queste famiglie sono dedicate addirittura due riviste: "And baby" e "Proud Parenting Magazine".
Se fino ad alcuni anni fa tuttavia dominava la situazione in cui i genitori avevano rivelato la propria omosessualità dopo il matrimonio e la nascita dei figli, ora sono sempre più frequenti i casi di figli cresciuti da subito in famiglie omosessuali, o almeno da dopo l'adozione. Accanto all'adozione, del resto, le coppie lesbiche possono sfruttare il metodo dell'inseminazione artificiale, ricorrendo allo sperma di un donatore maschio, vuoi che sia un donatore anonimo (come imposto dalla legislazione di alcuni stati) vuoi che sia un conoscente, magari gay come spesso accade.
Quest'ultimo è il caso di Sandy Russo e Robin Young, protagoniste dell'articolo di Susan Dominus. Lesbiche, si conoscono nel 1979 e decidono di mettere sù famiglia. Ricorrendo allo sperma di un donatore, Young rimane incinta. Da allora hanno avuto due figlie: Cade e Ry. Delle due figlie, Cade è lesbica.
In effetti, il dibattito americano e non solo sull'opportunità di permettere a coppie omosessuali di crescere dei figli è strettamente legato al dibattito sul'influenza che l'orientamento affettivo dei genitori può avere sui figli. Esponenti conservatori lanciano l'allarme sulla "omosessualizzazione" delle nuove generazioni, senza peraltro alcun riscontro oggettivo, mentre in maniera altrettanto militante molti psicologi sostengono che l'orientamento dei genitori nonmha alcun effetto sui figli. Judith Stacey, ora docente di sociologia presso la University of Southern California, si rifiuta di accettare entrambe queste due conclusioni: "Tutte le teorie esistenti - sostiene - fanno pensare che una significativa minoranza di figli di genitori omosessuali non crescerà esclusivamente eterosessuale". Anche secondo recenti ricerche dell'American Psychology Association, i figli di genitori omosessuali tendono abbastanza spesso a dedicarsi a giochi e mansioni generalmente non associati al loro genere. Secondo quanto ci rivela lo psicologo Peggi Drexler: "in un piccolo studio pionieristico i figli delle lesbiche, nati attraverso donazione di sperma, sono stati messi a confronto con figli di coppie eterosessuali. È risultato che i ragazzi con due madri sono come gli altri, fanatici di sport prettamente maschili. Ma in più, e qui sta la differenza, cucinano, fanno giardinaggio e sono molto sensibili verso sé stessi e verso gli altri”.
Secondo il risultato di alcune ricerche condotte da Stacey, comunque su un campione statisticamente troppo ridotto per essere significativo, è abbastanza frequente che i figli cresciuti da genitori omosessuali siano disponibili a sperimentare relazioni o rapporti sessuali con partner dello stesso sesso. Stacey tuttavia non osa parlare di omosessualità, piuttosto afferma che questi adolescenti tendono a essere meno sensibili alle distinzioni convenzionali tra i generi.
Molto interessanti anche gli studi sul ruolo dei genitori in questi contesti familiari: si è notato in particolare la tendenza ad una più equa ripartizione delle funzioni genitoriale e delle mansioni domestiche tra i due genitori gay, e da un diverso punto di vista, si è osservato come gli adolescenti che vengono a conoscenza dell'omosessualità di uno dei genitori, accettino più facilmente l'omosessualità materna di quella paterna. Anzi, se scoprono di avere una madre omosessuale, è piuttosto frequente che scelgano di crescere con la madre e la sua compagna.
Quale che sia la verità, Ry e Cade sono delle ragazze come tante altre. Affermano di non aver avuto particolari esperienze di emarginazione, e semmai sono state loro a essere protettive nei confronti delle loro madri.
In effetti, soprattutto in Europa, ad esempio in Italia, gli esponenti dei movimenti glbt sono spesso restii a parlare apertamente di adozioni per le coppie gay: il timore principale è che la società non siano ancora disponibile ad accettare la novità, esponendo quindi i bambini all'emarginazione da parte dei coetanei.
La legge italiana non riconosce le coppie omosessuali, né d'altra parte, attualmente (estate 2006) consente l'adozione da parte di singoli o coppie conviventi, né l'inseminazione artificiale se non in un ristretto numero di casi. Per le coppie lesbiche, la via è dunque quella dell'inseminazione artificiale in cliniche estere, sfruttando legislazioni più permissive. Per le coppie omosessuali maschili, sostanzialmente non vi sono possibilità. Un'unico spiraglio è quello dell'affido familiare. in questo caso, anche se sono solitamente preferite famiglie ove siano già presente dei minori, l'affidamento può avvenire anche a singoli. Quanto al fatto che poi una coppia gay sia considerata "idonea" all'affido, bè ci si deve affidare al buon senso di magistrati e operatori sociali.
In Italia i genitori omosessuali sono rappresentati dall'Associazione "Famiglie Arcobaleno", ma molto attivo è certamente il Gruppo Genitori Gay del CIG (Centro Iniziativa Gay) di Milano. Sul sito delle Famiglie Arcobaleno potete trovare diversi consigli di lettura e riferimenti utili.
Per ulteriori informazioni:
www.famigliearcobaleno.org
http://www.arcigaymilano.org/gruppi/Gruppo3G/index.htm