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Titolo: I Tre Scalini

Autore: giusipatito
Personaggi: Austin e Jake
Genere: RPS
Warning: VM18
Capitolo: 1
Pubblicata: 24/09/2006
Ultimo aggiornamento: 24/09/2006
Completata:


Autrice: Giusi Patito
Feedback: giusipatito@yahoo.it

Personaggi: Jake Gyllenhaal/Austin Nichols
accoppiamento m/m.
genere: r.p.s (real person slash)
Avviso: si sconsiglia la lettura a persone omofobiche.
Precisazione: con tale narrazione non si vuole affermare che i sig Gyllenhaal e Nichols siano omosessuali o amanti. Non si intende offendere nessuno. Si tratta esclusivamente di un racconto di fantasia e che come tale, non esula dal suddetto contesto.

 

Un ragazzo sorseggia un bloody Mary, seduto davanti al tavolino di un ristorante. Il locale si chiama “I tre scalini” ed è al centro di una delle piazze più belle e più frequentate del mondo: Piazza Navona a Roma. Si accarezza il mento. Si passa una mano nervosamente sul colletto della
T-shirt color grigio fumo di Londra. Si guarda intorno. Ma perché tarda? Non aveva detto le nove? Non si è ancora abituato ai ritmi italiani. Alle cene sempre quando il sole è già tramontato da parecchio. Fa caldo. L’afa è resa ancor più insopportabile dall’umidità che, in quei giorni, è davvero considerevole. Uffa, Austin è sempre il solito, mai una volta puntuale! Controlla nuovamente l’orologio: le nove e dieci minuti. Finalmente scorge la figura dell’amico che corre verso di lui. Indossa una camicia bianca a mezze maniche, di quelle di lino. I pantaloni sono del medesimo colore. Passa accanto ad un capannello di ragazzi, qualcuno commenta in tono gutturale –anvedi questo pare ‘n gelataro!- Jake sgrana i magnifici occhi blu. Cazzo stasera è persino più carino del solito. Il bianco gli dona. “pensavo ti fossi perso in qualche dannatissima pinacoteca!”
“Frena, frana! Sono stato al telefono con quello della HBO, che sia stramaledetto lui e tutto il suo entourage! Non me lo toglievo più di dosso! Cazzo che caldo infernale! E che fame che ho! Che fanno di buono? Cosa proponi Gyllenhaal?”
“Chiamo subito il cameriere e ci facciamo portare la lista dei vini. Sarai d’accordo che la nostra prima sera insieme in Italia, meriti una solenne sbronza?”
“quello che trovo di più solenne è essere in giro con te e non avere una trentina di paparazzi nelle vicinanze!” A quell’uscita, la star di Hollywood si guarda intorno
“effettivamente tutto tranquillo, credevo, dopo il casino delle fans a Venezia, di essere piuttosto popolare anche qui, ma meglio che nessuno mi abbia riconosciuto, vuol dire che ce ne staremo tranquilli come ci capita di raro”
“intenti solo a mangiare e a bere l’inverosimile, sei d’accordo bellezza?”
“d’accordissimo!”
Iniziano il lauto pasto formato soprattutto da vino..vino…champagne…liquori e qualche portata.
Mezzora prima di mezzanotte, Jake si alza. Prova a camminare ma il passo è piuttosto claudicante.
“che cosa hai? Non ti tieni in piedi? Non ricordavo che reggessi cosi male l’alcol” e così dicendo la giovane co-star gli da una pacca sulla spalla. “dove andiamo?”
“devo riprendermi, ti propongo una passeggiata per i vicoli, ora sembra ci sia meno gente in giro, ti va?”
“non è che ci perdiamo Gyllenhaal? Dove cazzo è il tuo albergo?”
“guarda che il mio albergo questa notte è pure il tuo, o preferisci tornare dai tuoi amici toscani?” Austin risponde con una smorfia di disgusto. Prima di accettare l’invito in Italia dell’amico, ha trascorso un paio di giorni da alcune conoscenze a Città della Pieve.
“Non me ne palare! Sono stato solo due giorni e già non ne potevo più! Comunque non sono toscani ma americani come noi, e, in ogni caso, Città della Pieve si trova in Umbria non in toscana, ignorante”
“si, ok, io sarò ignorante, ma ora ti faccio fare un itinerario turistico degno di una guida! C’è un posto in particolare che ti voglio mostrare. Scommetti che, dopo, mi ringrazierai?”
“sì effettivamente sarebbe ora che tu mi mostrassi quel posto” Jake risponde con un ghigno, è abituato all’ironia a sfondo sessuale del collega. “Piantala! Dico sul serio, seguimi” e così dicendo si avviano tra le intrigate viuzzole che fiancheggiano la piazza.

“Insomma quanto manca? C’è ancora molto da camminare? E poi sei pesante piccolo, non sei leggerino per niente” si lagna Austin. Jake, non sentendosi molto in equilibrio, cammina con un braccio appoggiato alla sua spalla, l’amico lo sostiene sorreggendo per la vita. “sai Austin, questa posizione mi ricorda la scena in The day after tomorrow quando scappiamo dai lupi e ti salvo”
“già dolcezza, solo che in quel caso eri tu a sostenere me. Sostenere per modo di dire…”
“che vuol dire modo di dire? Guarda che pesavi eccome sai? Grande e grosso come sei” a quel punto Austin si stacca, lo prende per le mani e lo attacca al muro
“facile come rubare un gelato a un moccioso”
“finiscila di stringermi i polsi, mi fai male! Ti sei dimenticato che tra una settimana ricomincio le riprese di Zodiac?”
”e che cazzo centra? Non voglio mica slogarti un polso!”
“è quello che succederà se lo stringi così” risponde sorridendo Jake. I due nasi si sfiorano.
Austin muove i fianchi in direzione di quelli del collega. Gli inguini si attaccano “potrei approfittare di te in questa posizione, sei pure ubriaco!”
”finiscila per la miseria. Comincio a pensare che davvero sei finocchio! Non è normale scherzare sempre sullo stesso argomento”
”è colpa tua. Oltre il fatto che sei affascinante e sexy, da quando ho visto Brokeback mountain…”
“cosa?” Austin struscia maliziosamente i fianchi verso quelli dell’amico.
“ti prego smettila! E poi qualcuno ci potrebbe vedere!”
“ma qui non ci conosce nessuno. E poi guardati intorno, non c’è anima viva” le labbra di Austin lambiscono piano quelle di Jake.
“smettila, smettila davvero” Jake lo allontana con decisione. Si è sentito eccitare.
“l’ho sentito la sotto, che ti credi? Ho sentito muoversi qualcosa. Fammi capire”
”non c’è niente da capire, è solo l’istinto”
“come dire che il mio quasi bacio ti ha eccitato”
“la smetti di dire sempre e solo stronzate? Cammina che, di questo passo, non arriveremo mai”

I due riprendono il loro tragitto. Questa volta Jake sta alla larga dalle grinfie del compagno. Se mi tocca di nuovo giuro che…ma perché mi sento così strano tutte le volte che succede? Quando giochiamo, lottiamo, ci palpiamo anche per caso, sento una sensazione incredibile, è come se ogni mia cellula volesse impossessarsi di lui! E’ pazzesco! Nessun uomo mi ha mai fatto questo effetto! Finalmente giungono nel luogo misterioso che Jake si è ripromesso di mostrare a Austin. “mi ci portò mio padre quando avevo tredici anni” l’attore di successo mostra al co-star l’arco, che tanto lo colpì da bambino “guarda quelle macchie di muffa, non sono affascinanti?”
”mi spieghi che cazzo ha di affascinante la muffa? E di utile poi?”
”scherzi? Non lo sai che è grazie alle muffe se si è scoperta la penicillina?”
“eccolo il mio sapientone di nuovo all’attacco!”
Austin si siede sul secondo scalino di una bottega. “che c’è. Sei stanco?”
”avevo solo voglia di riposarmi le gambe, ti sei reso conto che abbiamo camminato per oltre un’ora?” Jake prende posto accanto a lui. Poggia una mano sulla spalla e gli sussurra ”non pensavo fossi diventato una pappamolle”
“a chi?” i loro occhi s’incontrano. Jake tira fuori la lingua ponendola tra le labbra come gli succede quando il suo piglio si fa pensieroso. Restano entrambi silenziosi per qualche secondo di troppo. Austin appoggia la testa contro la saracinesca. Chiude gli occhi.
“che c’è? Hai sonno? Vuoi andare a letto?”
“non ho ancora digerito il fuso” risponde sbadigliando, la mano di Jake è sempre sulla spalla
“ok andiamo, domani sarà un’altra giornata massacrante!” Jake si alza, allunga il braccio verso l’amico, Austin afferra la mano e si lascia tirare in piedi.
“è tanto lontano l’hotel da qui?”
“allora è proprio vero che sei diventato un peso morto? Ma che ti è successo?”
“dillo Gyllenhaal che vuoi che ti sbatta nuovamente addosso al muro” ma è il texano, questa volta, ha trovarsi spalle al muro, anzi, alla saracinesca della bottega chiusa!
“Che ti prende?”
“Piccolo te lo dicevo che eri finito! Altro che fuso orario, vino o lauto pasto! Non trovare scuse!” I due visi si accarezzano lentamente. Le ciglia di Jake sfiorano le guance dell’amico. “Jake?”
“uhmmmm”
“Jake… Che stai facendo?”
“sto provando ad abbracciarti, non si è capito? E forse se ti stessi zitto ci riuscirei persino” le braccia circondano il torace del compagno. I capelli di Austin toccano le guance dell’amico. I due toraci finalmente si congiungono. Nichols sente l’alito caldo accarezzarlo dietro l’orecchio. Lo accoglie tra le sue braccia. Jake gli bacia il lobo provocandogli brividi per tutta la schiena. “Jake…” ma l’altro non risponde, se mai si aspettasse una risposta da lui. Invece di replicare, deposita un leggero bacio sui capelli chiari. Austin è stordito. Il profumo dei capelli di Jake riempie i suoi sensi. Il fumo della città, l’aria calda, l’odore dei ristoranti, tutto sparisce di fronte a quell’essenza. Chiude gli occhi e si abbandona completamente. A quel punto, Jake gira la testa, le labbra dell’amico sfiorano involontariamente un suo orecchio. “Jake…”, di nuovo quel nome pronunciato in un bisbiglio. Come se ha parlare fossero i lampioni, o le finestre chiuse. Improvvisamente l’attore californiano lo guarda. Gli occhi si allargano dallo spavento, lo spinge via. “Merda Austin mi dispiace, non avrai pensato che…non volevo mica…” Ma quello che l’altro a sentito premere contro di lui attraverso il cotone dei jeans, dice tutt’altro.
“Jake” ripete nuovamente.
“mi dispiace” ribadisce, il suo viso sembra triste, pensieroso. Austin fa un piccolo passo in avanti. Lo raggiunge. Gli mette le mani attorno ai fianchi. “Non scusarti”
“mi dispiace, cazzo ho bevuto tanto e …” Mentre parla, l’altro approfitta per accarezzargli il viso. Sfiora con le dita un sopracciglio “amico, non c’è problema, non mi sto preoccupando” Malgrado l’illuminazione debole, la luce nello sguardo di Jake la vede benissimo. Cazzo i tuoi occhi dovrebbero essere registrati come arma mortale. “è meglio che andiamo” rompe il silenzio Jake.
Come risposta, Austin lascia scorrere le dita nei capelli del collega. Se ti baciassi ora, se ti baciassi adesso…dio le tue labbra, sembra che mi supplichino. Che devo fare? Si cruccia l’attore meno famoso. Tira il volto dell’amico a un passo dal suo “no non ce ne andiamo” enuncia in un sospiro. Lo prende per le spalle e, con decisione, ribalta le posizioni così che ora è Gyllenhaal a trovarsi spalle alla saracinesca.
“cazzo si” sussurra l’altro in un sospiro. È sorpreso ma, allo stesso tempo, esaltato dal trattamento spicciolo. Inclina la testa abbastanza affinché le sue labbra si appoggino a quelle dell’amico. È come se stesse provando ad arrampicarsi contro qualcosa.
La lingua spinge e trova l’altra. Si erano date appuntamento? Jake percepisce il sapore buono del caffè, di liquore ed di qualcos'altro che deve essere quello che ha desiderato più di quel gusto, più di tutto il mondo intero che potrebbe anche crollare attorno a loro, tanto non se ne curerebbero. La mano sulla testa lo tira più vicino. Le facce sono ad un soffio. Con l'altra mano, Austin spinge i loro corpi a unirsi. Il giovane attore non riesce ad enunciare nulla tranne un sofferto sì sì sì. La mano di Jake afferra i capelli del collega. La sua lingua spinge in profondità nella bocca calda e accogliente. Lascia scorrere le braccia sulla schiena. Nichols, a sua volta, lo tira più stretto a lui. Respira affannosamente mentre i fianchi dell’amico si sollevano contro i suoi. Jake carezza i capelli ricci. Per qualche decimo di secondo, Austin si stacca, ha bisogno d’aria. Cristo, chi lo avrebbe pensato? Jake si tira in avanti per riagguantarlo. Appoggia il viso sul collo. Lecca una linea immaginaria sulla gola. Mi sto disfacendo Pensa il beneficiario dei baci. Continua a leccare e succhiare. Austin si lascia scappare un gemito gutturale. Quegli occhi enormi, ora sembrano persino scuri. Lo sente ansimare forte. Non può nulla quando il compagno lo spinge più forte contro la saracinesca. Jake, gelato dalla sorpresa, lo fissa per un secondo. Si baciano di nuovo. Un bacio bagnato bagnato, pieno di salvia, di labbra, di denti e lingua che non vogliono sapere di fermarsi, di trattenersi, di lottare. Jake è selvaggio, geme e si contorce contro di lui. Austin lo spinge duro contro la serrata. Dio mio, dannazione, sta succedendo tutto così in fretta. Perché stanotte il mondo gira così velocemente? Tutto gira troppo in fretta. Può sentire il cazzo duro di Jake attraverso il doppio strato dei jeans. Vorrebbe essere nudo nella bella camera della co-star. Soli soletti, senza nessuno… ma non mi posso staccare adesso, non smetterei di baciarti per nessun motivo. Pensa. Vorrei fare questo per sempre. E quando dico sempre è sempre Cristo! Jake sei la cosa migliore che potesse capitarmi. Nemmeno l’altro ha intenzione di fermarsi. Accarezza una coscia di Austin fino a trovare i genitali doloranti. Quest’ultimo smette di baciare e rilascia un gemito lungo. Il californiano si attacca al suo collo, leccando e succhiando furiosamente. Austin geme ancora, afferra le sue natiche, una per mano. Dio il tuo culo è qualcosa di indescrivibile, solo ora mi rendo conto di quante volte ho desiderato toccarlo. E, così elucubrando, lo spinge fino a far oscillare entrambi. Jake si butta a sua volta contro di lui in un trionfo di succhiamenti e grugniti. Le sue braccia si tendono per tirarselo ancor più vicino. È come se volessero entrare l’uno nel corpo dell’altro. Austin fa scorrere le dita sulla schiena, intorno ai fianchi ma poi sceglie la parte anteriore. Tasta il sesso eretto, l’altro braccio è attorno alla vita che tenta di strappare la maglietta dai pantaloni. Jake getta la sua testa all’indietro, colpisce il metallo freddo della saracinesca…"Cazzo!" esclama e non certo per il dolore che nemmeno percepisce. L’altro approfitta della posizione per affilare un’altra spinta in direzione dei fianchi. Jake si contorce contro di lui, gemendo nella sua gola e Austin infila una mano sotto la T-shirt per toccare la pelle e i muscoli tonici.
Potrei già perdermi.
La mano scorre fino a trovare un capezzolo già duro. Il californiano rabbrividisce, un fremito che Austin sente riversarsi dentro il suo corpo intero. L’altro attore si tuffa di nuovo dentro la bocca. Sto impazzendo. Giuro! Sto impazzendo per lo stupore, per il piacere, per Jake interamente su di me, sotto di me, in balia di me. Capisce che non può rimandare il culmine a lungo. Jake altera le sue labbra sospirando "io non posso io…sto andando " A quel punto Austin lo vede socchiudere gli occhi per poi aprirli completamente, la bocca molle, lo sguardo adorante. Bellissimo

Jake, dopo aver raggiunto l’apice, sprofonda tra le sue braccia, respira affannosamente contro di lui. Austin lo tiene vicino, gli carezza la nuca annusando i capelli. Dopo un minuto beato, Jake solleva la testa per guardarlo. "Dio mio, oh mio DIO!" sussurra e l’altro risponde annuendo. Austin lo bacia delicatamente, non si tratta più di un bacio selvaggio, questo volta, ma dolce, senza fretta. Non ha pensato al suo piacere per quanto era intento ad assistere allo spettacolo denominato: -Godimento di Jake Gyllenhaal- Eppure la tua mano è sempre là, dove mi fa più male. La tua lingua nella mia bocca. Potrei venire solo dalla gioia di questo. Austin ripensa a tutto il tempo passato a riflettere, reprimendo quello che provava per lui. Jake serio, Jake sexy, Jake che ride, Jake che mi da le dritte giuste, Jake ogni cosa! Jake appoggia la mano libera sul sedere. Lo accarezza per un minuto, per poi attirarlo ferocemente contro di se. Austin resta senza fiato, respirando nella bocca ancora ansimante. Jake si appoggia su lui e lecca l’orecchio, "Austin respira” ha compreso che sta venendo. Tasta con maggior decisione sopra i pantaloni morbidi. L’erezione, attraverso il tessuto, gli riempie bene il palmo. Lo sente gemere forte nella sua bocca. Sente la lingua spingere con decisione contro la sua. Si scambiano scintille che volano attraverso i corpi. Il piacere si sviluppa a spirale ascendente, impossibile più alto. L’attore meno noto raggiunge l’orgasmo in un trionfo di fucking che sfuggono al suo controllo. Le sue ginocchia s’indeboliscono di fronte a quella sensazione e, sprofonda fino a toccare il suolo. Jake scende e si avvicina a lui. Si siede nello stesso punto in cui era l’amico solo qualche minuto prima, prima che l’apoteosi prendesse il sopravvento. Austin cade tra le sue braccia e occupa il gradino inferiore. Questo si che mi piace. Pensa. In particolar modo quando sente il compagno bisbigliare al suo orecchio "Ummmmmm."
"cazzo."
"cazzo, si." Jake annusa capelli sotto il suo naso, se li gode, si gode tutto del suo caro amico conosciuto durante le riprese di un film circa tre anni prima. Jake lo abbraccia forte da dietro. Il torace è ermeticamente attaccato alla schiena. Lo stringe ancor di più a se accarezzandogli il collo. "Austin." L’altro, sentendo il suo nome mormorato così dolcemente, gira la testa e sfrega la guancia contro il collo. Jake lascia un piccolo bacio all'orecchio, trasmettendogli brividi per tutta la spina dorsale.
“Austin” ripete. Maledizione. Dovrò pur rispondere. Ma se non ci riesco e dalla bocca non mi esce nemmeno un fottuto articolo?
"Jake" Potrà bastare? Ma di meglio non poteva fare dopo essere stato il protagonista dell’orgasmo più colossale nella storia degli orgasmi. Jake stringe più forte le braccia intorno a lui depositando tanti piccoli baci sui capelli che, ha causa del caldo e del sudore, si sono arruffati fino a divenire un elmetto di riccioli. Cristo Austin potrei morire solo per farti felice ora te lo giuro.

(continua?)


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