Lilies
| Regia: |
John Greyson |

|
| Sceneggiatura: |
Michel Marc Sabourin |
| Anno: |
1997 |
| Nazione: |
Canada |
| Info: |
Colore, 96 minuti |
| Trailer: |
Vedi il trailer |
| con: |
Brent Carver, Marcel Sabourin, Aubert Pallascio, Jason Cadieux |
Quebec, 1952. Il cardinale Bilodeau si reca in un carcere di massima sicurezza per ascoltare la confessione di un anziano detenuto, Simon Doucet, suo compagno di studi nell’adolescenza. Tuttavia la confessione si rivela un pretesto per costringere il cardinale a rivivere la fatidica estate del 1952, e porlo di fronte alle proprie responsabilità.

Toccante e originalissimo film del regista canadese John Greyson, “Lilies” è una pellicola dalla
complessa struttura narrativa, tuttavia via sempre ben sorretto dall’ottima sceneggiatura di Michel Sabourin. Il film è strutturato attorno al lungo flashback che ci riporta all’estate del 1952, cruciale per le vite di Bilodeau, Vallier e Doucet, ma la scena iniziale nel carcere non è solo una mera introduzione e viene anzi ripresa in vari momenti del film, portandolo poi al suo finale tragico e nostalgico: si crea dunque un parallelismo tra due momenti, in un originario intreccio.
E l’originalità del film non si ferma qui, dal momento che risulta sempre ambiguo se il flashback sia davvero tale o sia la rappresentazione che, degli eventi del 1912, viene messe in scena, in una pièce estemporanea, nel carcere, davanti agli occhi di Bilodeau. E alla fine il personaggio che più ci resta impresso è la madre di Vallier, tragica e impotente vittima degli eventi.
Molto più di un semplice film “gay”, e molto più di una (tragica) storia d’amore, il film è spesso nostalgico, a volte cinico e disilluso, ma non perde mai una profonda nota poetica.
Interessatissimi altri aspetti del film.Ad esempio, la centralità della figura di Vallier, bellissimo giovane di cui s’innamora Doucet, che, non presente nella scena ambientata nel 1952, aleggia tuttavia sugli altri due protagonisti, i quali come ruotano attorno a questa figura. Tuttavia ad “agire“ sono proprio loro: Bilodeau e Doucet, eroe negativo e ambiguo, come infantile nella sua gelosia, e che troverà riparo dalle sue paure e dalle sue colpe nell’abito ecclesiale, e Doucet, prototipo di eroe virile, costretto a rinunciare all’amato a causa delle convenzioni. 
Altro espediente narrativo interessante e bizzarro è l’uso esclusivo di attori uomini, poiché si presume che siano i carcerati, necessariamente tutti uomini, a interpretare il lungo flashback che costituisce gran parte del film: un flashback che, dunque, è fittizio, e viene a costituire una vero e proprio “teatro dentro al film”.
Convenzioni sociali, amicizia, amore, disillusione, nostalgia per un mondo che scompare, temi che si fondono in quest’opera che possiamo giustamente considerare il capolavoro di Greyson.
Il film in Italia è disponibile in DVD nella collana QUEER della Dolmen Video, con audio in italiano.
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