Con le voci dei diversi protagonisti e testimoni della vicenda seguiamo le tracce del crimine di cui Steven Chabot, 11 anni, è stato accusato insieme al suo amico Jeremy. Complessi intrecci legano tra loro fatti e personaggi, in particolare Steven e il protettivo fratello maggiore Baptiste, questi e Aude, la direttrice del campo vacanze in cui il crimine si consumò. Di Steven abbiamo un ritratto sempre a distanza... da bambino lo ritroviamo adulto. Eppure la sua presenza aleggia sempre in tutte le pagine del romanzo. Fino alla fuga liberatoria. Verso la serenità? il perdono?
Risulta difficile capire come Honoré sia riuscito nel difficile intento di mantenere ad un livello sempre qualitativamente elevato questo romanzo, secondo noi un piccolo gioiello di narrativa. La difficoltà del tema trattato, una complessa (anche se non sempre riuscitissima, in particolare con Baptiste, che risulta forse un personaggio talmente complicato da non essere maneggiabile nemmeno dall'autore) rete psicologica, rendono questo romanzo materiale "ad alto rischio" per qualunque romanziere. Ad Honoré il merito di aver padroneggiato il tutto. Una vera trama non esiste. Qual è infatti il vero romanzo? Quello ricordato dai protagonisti attraverso i loro flash back su quanto avvenuto otto anni prima in quella sventurata estate? Oppure la vera storia è quella di oggi, di un Steven che finalmente, forse, inizia la sua vera vita... Tutto il romanzo serve soprattutto a delineare una psicologia dei personaggi che veicola al lettore interrogativi che vengono continuamente sfiorati. Cos'è l'amore? La violenza è insita nell'amore?
C. Honoré, autore di libri per l'infanzia e per l'adolescenza, regista e commediografo, è considerato uno dei principali esponenti della contemporanea scena letteraria e artistica francese.