Sezioni


>> 25/08/2007
ANCHE UN UOMO di G. L. Mario Loncrini
>> 25/08/2007
DANZANDO CON I PROPRI DEMONI di Giusi Dottini
>> 23/07/2007
EL CIELO DIVIDIDO - BROKEN SKY di Julian Hernandez
>> 23/07/2007
KRAMPACK di Cesc Gay
>> 20/07/2007
BEAUTIFUL THING di Hettie MacDonald
>> 15/04/2007
Manga: Oasis Project
>> 04/01/2007
LA DOLCEZZA di C. Honoré

La Tigre Bianca

Il Marchio

Giunse di nuovo il mattino ed Ansen si svegliò con il canto di un
passerotto.Ci mise poco tempo per ricordare gli eventi del giorno prima e
della riunione di oggi:balzò dal letto e si vestì come una furia.Quando uscì
dalle sue camere notò da subito come la corte era divenuta silenziosa:le
dame camminavan a coppie,bisbigliando fittamente con espressione timorosa in
volto;le guardie erano più guardinge del solito e la servitù correva di quì
e di lì per svolger i suoi lavori (secondo Ansen quel giorno eran così
svelte perchè dovevan raccimolare tempo per discutere sull'accaduto tra
loro).Solo di alcune persone Ansen non ne aveva visto neppure l'ombra:i
nobili.Intese subito che già si trovavan in giardino e corse con tutte le
sue forze lungo il corridoio,giù per la grande scalinata,ancora per altri
due immensi corridoio ed alla fine,dopo aver oltrepassato un immenso
portone,fuori,all'aria aperta.I giardini erano un posto vastissimo e pieno
di fiori colorati d'ogni genere:viole,rose,tulipani,primule,ma anche ninfee
poggiate delicatamente nel laghetto di corte.Se voleva esplorare tutto il
posto,Ansen sapeva di metterci mezza giornata buona,quindi provò a cercarli
allo spiazzo più ampio e più regale.Corse,corse e corse,tra siepi e strane
figure scolpite nell'erba ma infine eccoli,seduti in circolo su panche di
pietra grigia finemente lavorata.In piedi al centro vi era il re mentre la
regina sedeva ad un trono in pietra arricchito con cuscini di velluto
rosso.Ai ragazzi non era concesso essere lì,ma per fortuna lo spiazzo era
circondato da alte siepi e quindi Ansen potè nascondersi dietro una di
esse,in prossimità dell'apertura."Stimati nobili della mia corte,la
situazione è critica" annunciò il re,serio."Mio Signore,chi ci dice che
realmente la strega è così potente che sta piegando i popoli circostanti al
nostro?Ella ha dato prova di saper trasmutare gli uomini in conigli,lo si
sa,ma questi trucchi non sono certo un grande aiuto nella conquista di un
territorio!" disse un nobile."Innanzi tutto,bisogna mandare missive ai regni
circostanti poichè bisogna saper se di fatti la strega dice il vero o meno!"
sentenziò il sovrano."Di questo me ne occupo io,sire!Manderò i messaggeri
più veloci e scattanti,ditemi solo in quali lande dovrò inviarli" si propose
un altro cavaliere."Sir Dunfus,siete sempre molto servizievole.Vi prego di
inviare messaggeri a Elorn,a Elendian e ad Arvail.Se i sovrani dei
rispettivi regni affermeranno che è tutto vero dovranno mettersi in cammino
per Odeloth in meno di due giorni.Non accetto repliche alla mia missiva:se è
tutto vero un consiglio tra popoli dev'essere tempestivo,prima che la sua
armata ci conquisti uno per uno!" disse il re con tono deciso.Detto ciò
piombò uno strano silenzio tra i membri del consiglio ed Ansen voleva vedere
cosa stesse succedendo quando il sovrano tuonò all'improvviso,facendolo
letteralmente sobbalzare:"Sir Darkan!Voi avete portato la strega nella regal
dimora,è tutta vostra la colpa di ciò che è
accaduto!"."No,sire,sbagliate!Come potevo sapere che quell'infima vecchia
fosse in realtà una strega?" balbettò impaurito il padre di Ansen."Voi siete
la rovina di Oseloth!Dovrei condannarvi a morte per ciò che avete fatto!"
alle parole del re vi fu un grande borbottio,ma sopraggiunse la voce
imperiosa della regina,che esclamo:"Suvvia,non bisogna esagerare,marito
mio.Sir Darkan è un vostro fedele e nobile cavaliere,come potete dubitare di
lui?Io credo che non abbia colpe mio sire"."Voi credete,mia regina?Egli è la
causa della morte delle mie più valorose guardie!Solo gli Dei sanno che fine
hanno fatto quelle povere creature!" tuonò il re."Mio signore,vi prego..."
fece per iniziare Darkan ma il sovrano lo zittì,adirato:"Ser Darkan,oggi
stesso in pomeriggio,riceverete il marchio del peccato!E con questo ho
chiuso le trattative e la consulta!".A queste parole Ansen divenne bianco
come un lenzuolo di Oseloth (che vanta di essere il più bianco e morbido del
mondo) e sentendo i membri del seggio alzarsi scappò via,con quanta più
forza che aveva nelle gambe,frastornato e sgomento dalla notizia da poco
appresa.
Il pranzo si consumò silenziosamente nella sala grande,tra i nobili
pensierosi ed il re con atteggiamento superbo.Ansen non chiese nulla a suo
padre,che restò muto e pallido a tavola senza mangiar nulla.Com'era diverso
agli occhi del ragazzo!Poche ore prima era il cavaliere di
sempre,burbero,dal cuore duro...Secondo Ansen era un bell'uomo,con i suoi
capelli castani che gli cadevano sulle spalle e due begl'occhi color
nocciola,ma il suo carattere lo tradiva!Il pomeriggio in giardino passò
velocemente per il ragazzo,poi verso il tramonto il padre lo raggiunse e con
un alone di prepotenza disse:"Tra poco dovrò recarmi nelle segrete del
castello ove riceverò il marchio del peccato.Tu dovrai esserci come
testimone"."Ma padre,cosa è successo per aver avuto una pena simile?" si
finse sopreso Ansen."Potresti anche arrivarci da solo!Il re crede che io sia
la causa di questa situazione!" sbottò Darkan."Ma non è vero!" cercò di
consolarlo Ansen."Lo so benissimo,non c'è bisogno di un tuo parere!Ci
vediamo tra un'ora e vedi di esserci!" quasi ringhiò l'uomo e detto ciò andò
via.Un'ora dopo Ansen era pronto davanti al pesante portone di ferro posto
in un angolo scuro del giardino reale.Accanto a lui,tremante e bianco,v'era
il padre.Attesero la scorta del re per poi entrare.Discesero una lunga
scalinata in pietra,che portava ad una camera perfettamente vuota e
rettangolare,immensa.Lì li aspettava un uomo massiccio ed incappucciato che
appena vide il malcapitato lo afferrò per un braccio e lo condusse per una
delle tante porte.Ansen sapeva bene cosa ci fosse lì dentro e sapeva anche
che il re non si sarebbe mai abbassato ad entrare in un loco simile,ma
sapeva anche ciò che egli di lì a poco,con tono distaccato e serio,gli
disse:"Entra,ragazzo,va' a vedere il marchio di tuo padre".Ansen lo
sapeva,ma aveva sperato che in quell'occasione non sarebbe successo.I
familiari di chi veniva marchiato dovevano assistere al rito,ma ciò al
ragazzo faceva davvero impressione!Comunque annuì con garbo al sovrano ed
entrò.Un caldo intenso lo avvolse e il colore rosso del fuoco che bruciava
imperterrito nella grossa fucina posta al lato estremo della stanza gli si
stampò in volto.Al centro della piccola stanza vi era una specie di banco
con un poggia piedi e vide il padre accanto ad esso che si accingeva a
togliere la camicia bianca.Cercò di distogliere lo sguardo senza far
intendere  che avesse vergogna,ma purtoppo il loco era del tutto spoglio di
particolari,se non fosse per gli immobili prima citati.Decise di spostare lo
sguardo su suo padre e lo vide nudo,col petto sul banco e le ginocchia sul
poggia piede a cuscino.Quest'immagine Ansen non la dimenticò mai più.Suo
padre era davvero un uomo molto orgoglioso e vederlo così,al limite della
decenza umana ma con lo stesso sguardo fiero di sempre,destava
ammirazione,ma poi vide l'orribile figura dell'incappucciato che estrasse
uno stampo dalla fucina infuocata.L'uomo s'avvicinò a Darkan
lentamente,impugnando la sbarra di ferro culminante con lo stampo dello
stemma regale arricchito con due spade che s'incrociavano.Ansen osservò il
sedere del padre un istante prima che il boia vi impresse il marchio.Le urla
del padre squarciarono il silenzio,mentre Ansen teneva gli occhi ben chiusi
ed il boia spingeva e pressava con forza.Furono i cinque minuti più brutti
che Ansen avesse vissuto fino a quei giorni...L'intimità mai avuta con il
padre fu solo il preludio di un'orrenda scena...ma come tutti sanno,anche le
cose brutte hanno una fine e così,tremante e rintronato,il ragazzo restituì
le vesti al padre dopo che il boia,con non curanza proclamò:"Potete
rivestirvi,ser".Ser Darkan afferrò debolmente le vesti,ma sempre con quel
pizzico di prepotenza per far intendere al figlio che era comunque superiore
ad egli (almeno così Ansen la vedeva).Si rivestì lentamente,facendo
attenzione alla ferita,ma purtroppo c'era ben poco da fare.Ansen quasi
provava pena per lui...Accompagnò il padre sino al letto ed
egli,impassibile,lo congedò innervosito.Mentre il giovane nobile tornava
nella sua dimora per riposare,ragionava sul fatto che da quel giorno in poi
suo padre sarebbe divenuto ancora più nervoso,visto l'affrondo indelebile
che portava sulla pacca sinistra...


Film
Login Area Privata Admin
Utente: 
Password: 
 


Forum



Boy-toy.org © 2005-2007 - E-mail:webmaster@boy-toy.org