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La Tigre Bianca
Il Marchio
Giunse di nuovo il mattino ed Ansen si svegliò con il canto di un passerotto.Ci mise poco tempo per ricordare gli eventi del giorno prima e della riunione di oggi:balzò dal letto e si vestì come una furia.Quando uscì dalle sue camere notò da subito come la corte era divenuta silenziosa:le dame camminavan a coppie,bisbigliando fittamente con espressione timorosa in volto;le guardie erano più guardinge del solito e la servitù correva di quì e di lì per svolger i suoi lavori (secondo Ansen quel giorno eran così svelte perchè dovevan raccimolare tempo per discutere sull'accaduto tra loro).Solo di alcune persone Ansen non ne aveva visto neppure l'ombra:i nobili.Intese subito che già si trovavan in giardino e corse con tutte le sue forze lungo il corridoio,giù per la grande scalinata,ancora per altri due immensi corridoio ed alla fine,dopo aver oltrepassato un immenso portone,fuori,all'aria aperta.I giardini erano un posto vastissimo e pieno di fiori colorati d'ogni genere:viole,rose,tulipani,primule,ma anche ninfee poggiate delicatamente nel laghetto di corte.Se voleva esplorare tutto il posto,Ansen sapeva di metterci mezza giornata buona,quindi provò a cercarli allo spiazzo più ampio e più regale.Corse,corse e corse,tra siepi e strane figure scolpite nell'erba ma infine eccoli,seduti in circolo su panche di pietra grigia finemente lavorata.In piedi al centro vi era il re mentre la regina sedeva ad un trono in pietra arricchito con cuscini di velluto rosso.Ai ragazzi non era concesso essere lì,ma per fortuna lo spiazzo era circondato da alte siepi e quindi Ansen potè nascondersi dietro una di esse,in prossimità dell'apertura."Stimati nobili della mia corte,la situazione è critica" annunciò il re,serio."Mio Signore,chi ci dice che realmente la strega è così potente che sta piegando i popoli circostanti al nostro?Ella ha dato prova di saper trasmutare gli uomini in conigli,lo si sa,ma questi trucchi non sono certo un grande aiuto nella conquista di un territorio!" disse un nobile."Innanzi tutto,bisogna mandare missive ai regni circostanti poichè bisogna saper se di fatti la strega dice il vero o meno!" sentenziò il sovrano."Di questo me ne occupo io,sire!Manderò i messaggeri più veloci e scattanti,ditemi solo in quali lande dovrò inviarli" si propose un altro cavaliere."Sir Dunfus,siete sempre molto servizievole.Vi prego di inviare messaggeri a Elorn,a Elendian e ad Arvail.Se i sovrani dei rispettivi regni affermeranno che è tutto vero dovranno mettersi in cammino per Odeloth in meno di due giorni.Non accetto repliche alla mia missiva:se è tutto vero un consiglio tra popoli dev'essere tempestivo,prima che la sua armata ci conquisti uno per uno!" disse il re con tono deciso.Detto ciò piombò uno strano silenzio tra i membri del consiglio ed Ansen voleva vedere cosa stesse succedendo quando il sovrano tuonò all'improvviso,facendolo letteralmente sobbalzare:"Sir Darkan!Voi avete portato la strega nella regal dimora,è tutta vostra la colpa di ciò che è accaduto!"."No,sire,sbagliate!Come potevo sapere che quell'infima vecchia fosse in realtà una strega?" balbettò impaurito il padre di Ansen."Voi siete la rovina di Oseloth!Dovrei condannarvi a morte per ciò che avete fatto!" alle parole del re vi fu un grande borbottio,ma sopraggiunse la voce imperiosa della regina,che esclamo:"Suvvia,non bisogna esagerare,marito mio.Sir Darkan è un vostro fedele e nobile cavaliere,come potete dubitare di lui?Io credo che non abbia colpe mio sire"."Voi credete,mia regina?Egli è la causa della morte delle mie più valorose guardie!Solo gli Dei sanno che fine hanno fatto quelle povere creature!" tuonò il re."Mio signore,vi prego..." fece per iniziare Darkan ma il sovrano lo zittì,adirato:"Ser Darkan,oggi stesso in pomeriggio,riceverete il marchio del peccato!E con questo ho chiuso le trattative e la consulta!".A queste parole Ansen divenne bianco come un lenzuolo di Oseloth (che vanta di essere il più bianco e morbido del mondo) e sentendo i membri del seggio alzarsi scappò via,con quanta più forza che aveva nelle gambe,frastornato e sgomento dalla notizia da poco appresa. Il pranzo si consumò silenziosamente nella sala grande,tra i nobili pensierosi ed il re con atteggiamento superbo.Ansen non chiese nulla a suo padre,che restò muto e pallido a tavola senza mangiar nulla.Com'era diverso agli occhi del ragazzo!Poche ore prima era il cavaliere di sempre,burbero,dal cuore duro...Secondo Ansen era un bell'uomo,con i suoi capelli castani che gli cadevano sulle spalle e due begl'occhi color nocciola,ma il suo carattere lo tradiva!Il pomeriggio in giardino passò velocemente per il ragazzo,poi verso il tramonto il padre lo raggiunse e con un alone di prepotenza disse:"Tra poco dovrò recarmi nelle segrete del castello ove riceverò il marchio del peccato.Tu dovrai esserci come testimone"."Ma padre,cosa è successo per aver avuto una pena simile?" si finse sopreso Ansen."Potresti anche arrivarci da solo!Il re crede che io sia la causa di questa situazione!" sbottò Darkan."Ma non è vero!" cercò di consolarlo Ansen."Lo so benissimo,non c'è bisogno di un tuo parere!Ci vediamo tra un'ora e vedi di esserci!" quasi ringhiò l'uomo e detto ciò andò via.Un'ora dopo Ansen era pronto davanti al pesante portone di ferro posto in un angolo scuro del giardino reale.Accanto a lui,tremante e bianco,v'era il padre.Attesero la scorta del re per poi entrare.Discesero una lunga scalinata in pietra,che portava ad una camera perfettamente vuota e rettangolare,immensa.Lì li aspettava un uomo massiccio ed incappucciato che appena vide il malcapitato lo afferrò per un braccio e lo condusse per una delle tante porte.Ansen sapeva bene cosa ci fosse lì dentro e sapeva anche che il re non si sarebbe mai abbassato ad entrare in un loco simile,ma sapeva anche ciò che egli di lì a poco,con tono distaccato e serio,gli disse:"Entra,ragazzo,va' a vedere il marchio di tuo padre".Ansen lo sapeva,ma aveva sperato che in quell'occasione non sarebbe successo.I familiari di chi veniva marchiato dovevano assistere al rito,ma ciò al ragazzo faceva davvero impressione!Comunque annuì con garbo al sovrano ed entrò.Un caldo intenso lo avvolse e il colore rosso del fuoco che bruciava imperterrito nella grossa fucina posta al lato estremo della stanza gli si stampò in volto.Al centro della piccola stanza vi era una specie di banco con un poggia piedi e vide il padre accanto ad esso che si accingeva a togliere la camicia bianca.Cercò di distogliere lo sguardo senza far intendere che avesse vergogna,ma purtoppo il loco era del tutto spoglio di particolari,se non fosse per gli immobili prima citati.Decise di spostare lo sguardo su suo padre e lo vide nudo,col petto sul banco e le ginocchia sul poggia piede a cuscino.Quest'immagine Ansen non la dimenticò mai più.Suo padre era davvero un uomo molto orgoglioso e vederlo così,al limite della decenza umana ma con lo stesso sguardo fiero di sempre,destava ammirazione,ma poi vide l'orribile figura dell'incappucciato che estrasse uno stampo dalla fucina infuocata.L'uomo s'avvicinò a Darkan lentamente,impugnando la sbarra di ferro culminante con lo stampo dello stemma regale arricchito con due spade che s'incrociavano.Ansen osservò il sedere del padre un istante prima che il boia vi impresse il marchio.Le urla del padre squarciarono il silenzio,mentre Ansen teneva gli occhi ben chiusi ed il boia spingeva e pressava con forza.Furono i cinque minuti più brutti che Ansen avesse vissuto fino a quei giorni...L'intimità mai avuta con il padre fu solo il preludio di un'orrenda scena...ma come tutti sanno,anche le cose brutte hanno una fine e così,tremante e rintronato,il ragazzo restituì le vesti al padre dopo che il boia,con non curanza proclamò:"Potete rivestirvi,ser".Ser Darkan afferrò debolmente le vesti,ma sempre con quel pizzico di prepotenza per far intendere al figlio che era comunque superiore ad egli (almeno così Ansen la vedeva).Si rivestì lentamente,facendo attenzione alla ferita,ma purtroppo c'era ben poco da fare.Ansen quasi provava pena per lui...Accompagnò il padre sino al letto ed egli,impassibile,lo congedò innervosito.Mentre il giovane nobile tornava nella sua dimora per riposare,ragionava sul fatto che da quel giorno in poi suo padre sarebbe divenuto ancora più nervoso,visto l'affrondo indelebile che portava sulla pacca sinistra...
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