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La Tigre Bianca
Capitolo1
Quella notte nel castello di Oseloth regnava la quiete.Dopo un grande banchetto era solito per i cortigiani e per la famiglia reale recarsi nelle loro camere per riposare.L'atmosfera che regnava in quelle occasioni,dopo i festeggiamenti era molto particolare:i profondi corridoi adornati da lunghi tappeti rossi distesi in terra e da grandi arazzi al muro erano spettrali;i giardini colmi di rose bianche e viottoli ben tenuti risultavano un piccolo e dimenticato pezzo di paradiso.Ad ammirarli,poggiato con i gomiti ad uno dei grandi balconi,vi era Ansen.Il ragazzo (avrà avuto sì e no 20 anni) guardava afflitto l'orizzonte oramai buio.Il suo cruccio era quello di non poter visitare spesso la città:i reale ed i nobili usavano recarsi di rado nelle zone popolane e questo ad Ansen non andava proprio giù!Proprio mentre osservava le stelle ad est,si ricordò dei piccoli diamanti che luccicavano nella vetrina di un gioielliere,nel centro città.Sì per lui il castello era una prigione,una grande,ricca,bomboniera con le sbarre.Il nobile proprio non riusciva a capire come i cortigiani non si scocciassero nel prendere parte alle feste un giorno sì e un giorno no,poichè dopo tutto erano tutte uguali!Ecco perchè al ragazzo gli sembrò davvero il colmo la festa del giorno dopo,dato che prorpio oggi ne avevan fatto una."Domani ci sarà una grande sorpresa!" disse un nobile,poche ore prima a tavola."Vi sarà una grande veggente che ci leggerà il futuro!Oh amici,è stato un colpo di fortuna trovarla in aperta campagna nella mia battuta di caccia!".Ovviamente tutti erano gasati,poichè finalmente vi era qualche novità.Ansen avrebbe voluto sapere il suo futuro dalla veggente,ma poi si convinse che sarebbe stato atroce per lui scoprire di restare incatenato lì per sempre...L'umore del ragazzo calò ancor più e decise di andare a letto per non cadere in una profonda depressione.Era già in tenuta da notte,tunica bianca e cappello dello stesso colore,quando raggiunse il grande letto a baldacchino di colore rosso e s'infilò dentro.Certo che era davvero morbido e soffice!Chiunque avrebbe preso subito sonno,con quelle lenzuole che accarezzavan dolcemente il corpo,ma Ansen ci mise più di mezz'ora ad appisolarsi,fantasticando sulla veggente,immaginando ch'ella fosse una rapitrice e lo portasse via,lontano... "Ser Ansen,ser Ansen,svegliatevi" incitava una delle migliaia di serve del castello.Il ragazzo aprì gli occhi e si ritrovò una donna accanto al letto,che aspettava il suo risveglio."Buongiorno,tra poco avrà inizio la colazione!" disse ella con un gentil sorriso e quindi si congedò.Dopo pochi minuti di dormiveglia,Ansen s'alzò e si vestì,uscendo poi anch'egli dalla camera da letto.Nei corridoi sia la servitù che i nobili erano eccitati ed il ragazzo sapeva benissimo che la causa era la festa di quella sera,con la presenza della tanto aspettata veggente.Dopo un'abbondante colazione fatta di uova in camincia,bacon ed aranciata nonchè dolci d'ogni genere,la mattinata passò molto in fretta per Ansen,tra lezioni di geografia e lunghe passeggiate nei giardini.Il sole pian piano scendeva verso ovest,finchè ad un certo punto s'inabissò tra le montagne ad ovest e la notte scese sulle terre di Oseloth.La nobiltà già prese posto nel grande salone (pareva una cattedrale come lunghezza e quasi come altezza) addobbato da grandi vessilli rossi con al centro un'aquila d'oro e grandi bracieri che pendevano dal soffitto affrescato.Alcune dame si bisticciarono per avere il posto più vicino al re e alla regina,che di lì a poco sarebbero giunti e si sarebbero seduti a due enormi troni lavorati in oro.Ansen come sempre,prima di prendere posto con i suoi amici,faceva un piccolo giro per ammirare le bellezze maschili e guardarle come nessun uomo a corte avrebbe mai fatto.Or è meglio svelare una delle ragioni per cui il ragazzo non si trovava molto bene in questo ricco e barocco ambiente:la sua passione per gli uomini era un qualcosa di non capito in queste terre e nessuno mai a corte avrebbe accettato come cosa naturale e normale la sua condizione.Ecco perchè egli voleva evadere.Il suo solito giro durò mezz'ora,per poi terminare nel lato di tavole in cui gli amici sedevano.Riaquistò un vago buon umore scherzando con loro,ma poi le trombe dei paggi squillarono ed i commensali tacquero.Entrarono il re e la regina,altezzosi e si sedettero ai loro posti.Con l'annuncio di un altro paggio,tutti cominciarono a mangiare,ad ingozzarsi.C'era davvero di tutto:dal pasticcio d'anatra alle torte a 10 piani ricoperte di cioccolato fontente.Fu una cena davvero squisita,persino Ansen l'apprezzò.Qualche minuto dopo la fine del pasto vi fu un rullo di tamburi e tutti tacquero.Era il momento.Il grande portone che dava sul giardinetto s'aprì ed entrò lentamente una figura gobbuta e coperta da un pesante manto nero."La veggente è arrivata" proclamò il paggio che accompagnava la vecchia.Certo che era davvero anziana!Il volto era pallido e rugoso,con i capelli argentei che le scivolavan giù sulle spalle.I nobili trattenevano il respiro per l'emozione,mentre i regnanti erano impassibili come delle statue di bronzo."Mio sire" fece il nobile a cui si è dovuta la scoperta della veggente;"Ecco a voi la più abile tra le indovine!Suvvia,presentatevi vecchia!".Alle parole dell'uomo la vecchia s'avvicinò alla lunga tavola imbandita,affaticata e silente.Quando aprì la sdentata bocca ne uscirono parole tremolanti:"Salute a voi,mio re!E' il destino che ci fa incontrare questa sera...Bui sono i tempi che corrono e riesco a percepire in voi tutti il segreto desiderio di conoscere il vostro futuro..."."Quali tempi bui,veggente?" chiese il re,aggrottanto la fronte."Non posso creder che vostra grazia non è al corrente dell'armata della strega nera,che proprio in questi tempi sta scuotendo gli animi delle regioni straniere...".Ansen al sentir ciò tese ben bene le orecchie.Non aveva mai ascoltato una discussione sugli avvenimenti presenti del mondo e ciò lo incuriosiva moltissimo."Ma quale strega e strega!Al mondo non esistono streghe così potenti da scuotere interi popoli!" rispose il re,imperioso."La strega nera è una temibile minaccia sire!" urlò la veggente,spazientita."Vi dico che le vostre sono tutte fandonie!Al massimo,questa donna potrebbe essere una ciarlatana e..." ma il re non ebbe neppure finito di parlare che la vecchia emise un profondo e risonante urlo d'odio,facendo volteggiare la sua nera cappa e facendola poi scivolar via dal suo corpo.In un attimo,la corte si ritrovò al cospetto di una donna alta e dai lineamenti giovanili e freddi.I capelli corvini le scendevano sino alla schiena mentre i suoi occhi color del ghiaccio fissavano impassibili il re."Inchinatevi tutti al mio cospetto,o miseri umani,poichè io sarò la vostra rovina!".Dopo alcuni secondi di stupore,il sovrano si rese conto del pericolo e scattanto in piedi e brandendo la sua spada,comandò alle guardie presenti fuori al portone di attaccare la strega.Entrarono una ventina di uomini massicci e belli (a parer di Ansen),ricoperti da un'armatura d'oro lucente,che brandivan lunghe spade.Fu questione di un attimo:le dame svennero,i cortigiani si piegaron su di loro per aiutarle,i cavalieri s'avventaron sulla dama nera e flash,un bagliore accecò la vista di tutti per qualche lungo ed interminabile istante.Quando la vista tornò regolare,Ansen guardò in direzione della strega e con suo orrore scoprì ch'ella era ancora in piedi,fredda ed incolume,mentre ai suoi piedi scorazzavan dei conigli ciotti e goffi.Il pubblico rimase impietrito ed una sola certezza accomunava tutti:le spade,le armature...tutto l'equipaggiamento di ogni signolo guerriero giaceva in terra,a pochi metri dalla donna...Ansen capì al volo che quei conigli erano stati di lì a pochi minuti fa degli uomini.La dama nera fissava negli occhi il re (che fortunatamente non ha combattuto perchè aveva deciso di valutare prima le potenzialità dell'avversario per poi scendere in campo) in segno di sfida.Vi era un abissale differenza tra i suoi occhi e quelli del sovrano:i primi erano sicuri di sè,soddisfatti e glaciali,mentre i secondi tradivano il sentimento di paura e sgomento."Il mio nome è Ransell e sono la dama nera del nord,arrendetevi e cedetemi i vostri territori se non volete fare la fine dei vostri <<coraggiosi>> guerrieri" disse la donna ed il re,in preda ad un attacco d'ira tuonò,puntandole la punta della pesante spada:"Mai lurida fattucchiera!".Questo affronto sembrò non toccare in nessun modo l'animo di Ransell e con un ghigno sul suo pallidissimo volto annunciò in tono pacato:"Va bene,come volete.Ma io v'avevo avvertito!Credo che rimanere quì sia futile" e dicendo ciò si chinò gentilmente su un coniglio che le stava calpestando un piede e lo prese delicatamente per le orecchie.L'animaletto si divincolò per poco,ora tra le braccia soffici ma malefiche della dama e ciò che accadde dopo prese alla sprovvista tutti:"Vi prego,Signora,mi avete fatto male,non lo fate mai più...".A quel punto Ransell lanciò un'intensa occhiata al sovrano ed al nobile che l'aveva incontrata in campagna,che altri non era che il padre di Ansen e con uno schioccare di dita una luce nera (che poteva sembrare o addirittura essere ombra) brillò per un millesimo di secondo e sia la strega che i conigli scomparvero.Per almeno dieci minuti ci fu un silenzio tombale nella sala,poi venne il momento di un fitto brusio che si protrasse per almeno mezz'ora.Ansen preferì tacere per il resto del tempo,scosso dall'evento:mai aveva avuto un'esperienza del genere e a giudicare dalle facce degli altri presenti,neppure loro!Il bisbigliare dei commensali cessò con un ordine tassativo del re:"La festa è finita,potete recarvi nelle vostre stanze.Domani ci riuniremo in consiglio per discutere dell'accaduto.Al mattino presto in sala consigli,non tardate". Quella fu per Ansen una notte strana,non riusciva a prendere sonno perchè mille pensieri gli affollavan la testa.Egli era rimasto estasiato dalle magie della strega,era entusiasmato perchè finalmente era successo qualcosa di emozionante,ma d'altra parte era anche timoroso,poichè fino a quel giorno aveva creduto che quel castello fosse una prigione ben fortificata,in cui nessuna cosa cattiva potesse penetrarvi.Ma a quanto pare si sbagliava,eccome!Stava pensando alle sorti dei cavalieri tramutati in conigli,quando i suoi occhi si chiusero quasi involontariamente ed il sonno prese il sopravvento del giovane nobile.
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