L’orientamento sessuale
nella specie umana
Alfred Kinsey fu un pioniere degli studi sul comportamento sessuale della specie umana. Tra i risultati che all’epoca (primi anni ’50) fecero più scalpore, vi sono quelli riguardanti la diffusione dell’omosessualità. I due “Rapporti Kinsey” (cfr. bibliografia in fondo all’articolo) Kinsey era un sostenitore dell’idea per cui l’orientamento sessuale non sarebbe del tutto univoco, potendosi passare da un comportamento esclusivamente eterosessuale ad uno esclusivamente omosessuale, attraverso varie sfumature di un orientamento più “ambiguo”. Il grado di “omosessualità” era da lui indicato in una scala, riportata di seguito, insieme alle stime di Kinsey sul comportamento omosessuale. Interessanti le differenze statistiche tra maschi e femmine. Bisogna però osservare che i dati raccolti da Kinsey non sono del tutto affidabili, anche a causa del sistema d’indagine da lui più utilizzato (interviste), che potrebbero spiegare la minore diffusione dell’omosessualità femminile come, in realtà, una maggiore reticenza o timidezza delle donne intervistate rispetto agli uomini (interpretazione mia). La tabella è tratta dal sito:
http://www.fiu.edu/~srose/sexorient.html
KINSEY - SCALE OF ACTUAL BEHAVIOR

In sostanza, in base alla scala Kinsey, avere avuto pensieri omosessuali non significa di per sé essere gay, e allo stesso modo si può essere prevalentemente omosessuali e avere avuto soddisfacenti esperienze eterosessuali, sia sul piano emozionale, sia su quello sessuale. La scala Kinsey è così definita:
0- Esclusivamente eterosessuale
1- Prevalentemente eterosessuale, omosessuale solo occasionalmente
2- Prevalentemente eterosessuale, omosessuale più che occasionalmente
3- Equamente eterosessuale e omosessuale
4- Prevalentemente omosessuale, ma più che occasionalmente eterosessuale
5- Prevalentemente omosessuale, eterosessuale solo occasionalmente
6- Esclusivamente omosessuale
Altre stime indicano in percentuali simili a quelle di Kinsey la percentuale di omosessuali all’interno dell’universo della popolazione. Secondo Hatfield (1989), che utilizzò come metodo d’indagine un sondaggio svolto a livello nazionale in tutti gli USA, gli “omosessuali esclusivi” costituirebbero all’incirca il 6,2% della popolazione. Interessanti anche i risultati dello studio svolto da Sell e collaboratori (1990) in tre diversi paesi, i cui risultati sono riportati nella seguente tabella, indicante però la percentuale di popolazione che ha avuto rapporti omosessuali:
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Francia |
Regno Unito |
USA |
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Dall’età di 15 anni |
11.6% |
7.8% |
11.6% |
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Negli ultimi 5 anni |
10.8 |
4.5 |
6.3 |
Interessante è anche la rappresentazione grafica del comportamento sessuale che dobbiamo a Michael Storms (1980):

Un’altra scala è stata elaborate da Fritz Klein. Egli usò diversi indicatori per definire l’orientamento sessuale: attrazione sessuale, fantasie sessuali, comportamento sessuale, preferenze emozionali, preferenze sociali, auto-identificazione, stile di vita. Ad ogni persona intervistata, Klein chiese di rispondere ricorrendo alla scala Kinsey, dando una risposta riferita al passato, una al presente e una alle sue aspettative per il futuro.
Le informazioni sono tratte dai seguenti siti:
http://web.mit.edu/thistle/www/v9/9.06/4bisexuality.html
http://www.fiu.edu/~srose/sexorient.html
http://gaylife.about.com/cs/gay101/a/kinsey.htm
Bibliografia essenziale:
Kinsey, A. C., Pomeroy, W. B., Martin, C. E., & Gebhard, P. H. Sexual behavior in the human female. W. B. Saunders, Philadelphia, 1953
Kinsey, A. C., Pomeroy, W. B., & Martin, C. E. Sexual behavior in the human male, W. B. Saunders, Philadelphia, 1948