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Mario Mieli e la nascita del movimento glbt italiano

Negli anni Settanta è stato uno dei personaggi più attivi e impegnati nell’allora nascente movimento gay.
Mario Mieli nasce a Milano nel 1952 e vive a Como fino al suo 16° compleanno, quando decide di tornare nel capoluogo. Comincia a partecipare alle attività del F.U.O.R.I.! (il primo movimento gay organizzato italiano), con cui collabora fino al 1974 quando il gruppo si associa al Partito Radicale. Mieli non condivide la scelta di legarsi ad un gruppo politico preciso e lascia, preferendo passare ai COM (Collettivi Omosessuali Milanesi), coi quali realizza lo spettacolo teatrale "La traviata norma", da cui viene anche tratto un libro.
Il nome di Mario Mieli è legato anche al suo impegno intellettuale, oltre a quello militante. Nel 1976 discute la tesi di laurea di filosofia morale, dal titolo "Elementi di Critica Omosessuale", poi pubblicata l'anno seguente da Einaudi, e tradotta anche in inglese e spagnolo.
Nel 1983, dopo un lungo periodo di depressione, si toglie la vita all'età di soli trent'anni.
Mieli fu indiscusso punto di riferimento intellettuale per il movimento gay italiano tra gli anni '70 e i primi anni '80. A lui, non a caso, è intitolato l'omonimo circolo glbt romano.

Di recente, la Feltrinelli ha ripubblicato Elementi di Critica Omosessuale, di cui presento qui la scheda tratta dal sito www.ibs.it:

Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, Feltrinelli, 2002, 326 pagine, 25.00 €
La proposta di Mieli, illustrata nel libro e sperimentata in prima persona con coerenza, è un'utopia da vivere partendo dal presupposto che la liberazione dell'eros nelle sue forme neglette e represse è il solo serio antidoto al predominio della Norma e del capitalismo. Si tratta, afferma Mieli, di aprire una breccia nella psiche mutilata dalla dittatura della normalità per lasciar emergere la transessualità sepolta in ciascuno di noi. La nuova edizione del saggio include in appendice saggi di De Lauretis, Spinelli, Dean, Jacobson, Lane, Rabant: studiosi che hanno trovato stimolante la riflessione di Mieli.

Qui un breve stralcio dall'opera: «Anche tra i gay che partecipano alle attività del movimento di liberazione non tutti si sono resi pienamente conto della necessità di condurre la lotta in una prospettiva totalizzante e rivoluzionaria, volta all’emancipazione umana invece che all’emancipazione politica. […] La repressione dell’omosessualità è direttamente proporzionale alla sua importanza nella vita umana e per l’emancipazione umana».


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