Origini genetiche dell'omosessualità
Justin S. Woods
http://webpages.marshall.edu/~woods18/homosexuality.htm
(traduzione autorizzata a cura di marcoklam)
L'America fu fondata sulla credenza che tutti gli uomini siano creati uguali. Non tutti gli americani, tuttavia, credono in questo ideale. L'America ha visto combattere su molti fronti la battaglia per l'uguaglianza dei diritti. Ha visto le donne chiedere il diritto al voto. Ha visto gli afroamericani chiedere di essere trattati come eguali. Ora, l'America è in procinto di essere testimone di un'altra di queste battaglia, ora che omosessuali, uomini e donne, pretendono un eguale trattamento dalla società. I mezzi d'informazione ci rendono possibile ascoltare le opinioni di molte persone diverse sul tema dell'omosessualità. Questo dibattito sta ora guadagnando sempre più attenzione.
Alcune persone ritengono che gli omosessuali soffrano di un disturbo mentale, o che essere omosessuale sia una scelta personale. Connessa con questa convinzione è la crescente tolleranza verso forme di aperta discriminazione degli omosessuali. Questa discriminazione può essere passiva, ad esempio non affittare appartamenti a omosessuali, o violenta, come nel caso dell'omicidio di Matthew Shepard. Shepard fu rapito, picchiato, legato e lasciato morire a causa del suo orientamento sessuale.L'omosessualità, in realtà, non è una scelta personale più di quanto lo sia la scelta di nascere. L'omosessualità non è una malattia, un disturbo mentale, non definisce una persona, è semplicemente un aspetto della vita di una persona. L'omosessualità è semplicemente un tratto genetico come avere i capelli biondi e gli occhi azzurri. La società deve comprendere che l'omosessualità è un tratto genetico piuttosto che una scelta personale, e imparare ad accettarla come aspetto di una persona, non come un difetto. Oggi, grazie al progresso scientifico, abbiamo una migliore comprensione dell'omosessualità. Grazie a nuove ricerche su alcuni geni che sembrano determinare orientamento sessuale, alcuni ritengono che l'omosessualità sia un tratto genetico.
Un ricercatore del National Cancer Institute ha riferito che molti maschi omosessuali sembrano ereditare dalla madre un gene che influenza il loro orientamento. Negli uomini, il cromosoma X si appaia con il cromosoma Y per formare i cosiddetti cromosomi sessuali, la coppia finale di 23 paia di cromosomi che si trovano nel nucleo delle cellule umane. Il cromosoma X dell'uomo è ereditato dalla madre, che trasmette al figlio una versione rielaborata di una delle sue due copie del cromosoma X. È questo cromosoma X, trasmesso dalla madre, che si ritiene avere influenza sull'orientamento sessuale. Un esperimento condotto con moscerini della frutta per determinare se la manipolazione genetica possa avere effetti sull'orientamento sessuale, ha evidenziato che l'introduzione di un certo gene faceva sì che i moscerini esibissero comportamenti omosessuali. (Is homosexuality biologically determined?) L'esperimento, condotto dai biologi Ward Odenwald e Shang-Ding Zhang, ha dimostrato come la presenza di specifici geni possa influenzare orientamento sessuale. La ricerca ha anche evidenziato che i geni sono più presenti in alcune famiglie, e che pertanto è più probabile che ci siano omosessuali tra i parenti di un omosessuale. Essere gay, dunque, non è semplicemente una scelta o una decisione. Le persone non hanno alcun controllo sui geni che ereditano, e non c'è modo per cambiarli afferma l'autore dello studio, Dean Hamer, direttore del Cancer Institute. Hamer e i suoi colleghi iniziarono a studiare la storia famigliare di 114 maschi omosessuali, e scoprirono molti più fratelli, zii e cugini omosessuali di quanti se ne aspetterebbero nella popolazione generale.
Alcune famiglie avevano tre generazioni di parenti omosessuali. In alcuni recenti lavori, gli scienziati hanno studiato il materiale genetico di 40 coppie di fratelli gay e hanno scoperto che 33 di esse presentavano identici frammenti del cromosoma X. Gregory King, un portavoce del Human Rights Campaigns Fund, un gruppo di attivisti gay e lesbiche, ha affermato che sperava che lo studio di Hamer aiutasse gli americani a comprendere che gli omosessuali non scelgono il proprio orientamento sessuale. Una parte della comunità gay teme che la scoperta di un gene possa essere considerato come qualcosa che deve essere curato. Queste preoccupazioni non sono infondate. Il reverendo Lou Sheldon, un attivista anti-gay della Traditional Values Coalition (si tratta di un network di chiese evangeliche, noto anche per il forte supporto dato a Gorge Bush Jr. nella sua recente campagna elettorale, n.d.t.), ha insinuato che se l'omosessualità si dimostrerà essere un tratto genetico, allora la medicina e la scienza dovranno sforzarsi di "modificare" geneticamente gli omosessuali. Il dottor Simon LeVay, un noto neurologo, ritiene che una differenza nella struttura del cervello possa avere qualcosa a che fare con orientamento sessuale. L'ippotalamo anteriore del cervello partecipa alla regolazione dei comportamenti considerati tipicamente "maschili". I volumi di quattro gruppi di cellule in questa regione sono stati misurati post mortem in tessuti prelevati da tre gruppi di soggetti: donne, maschi eterosessuali, maschi omosessuali. Lo studio intendeva determinare i livelli di INAH (interstitial nuclei of anterior hypothalamus). Lo studio non ha rilevato differenze nei livelli di INAH tra i diversi gruppi. I livelli di INAH-3, tuttavia, sono circa il doppio nei maschi eterosessuali rispetto a quelli omosessuali. Il tessuto cerebrale usato nello studio era stato ottenuto da 41 soggetti durante autopsie di routine di persone decedute in sette ospedali cittadini di New York e in California. 19 soggetti erano maschi omosessuali, 16 eterosessuali. 6 tra i soggetti erano donne eterosessuali. La ricerca ha anche rilevato che vi erano precise differenze biologiche nella struttura del cervello tra maschi omosessuali e eterosessuali.
C'è ancora una larga porzione della nostra società che mantiene sentimenti ostili nei confronti degli omosessuali. In un'epoca di tolleranza razziale, la società deve imparare ad accettare gli omosessuali nello stesso modo in cui ha imparato ad accettare le persone di "razze" diverse. Un omosessuale non è un essere umano meno di quanto lo sia ogni altro uomo o donna su questo pianeta. Gli omosessuali non soffrono di una malattia genetica. Semplicemente hanno ereditato certi geni e differenze psicologiche che influenzano le loro preferenze sessuali. Il fatto che una persona sia omosessuale non significa né implica che abbiano problemi nelle loro vite o che siano devianti o immorali. Questi sono miti e stereotipi. La società deve capire questo e imparare ad affrontare la sua omofobia per far sì che gli omosessuali acquisiscano un equo trattamento al quale hanno diritto come esseri umani.