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Titolo: Passion in Venice

Autore: giusipatito
Personaggi: Heath e Jake
Genere: RPS
Warning: VM18
Capitolo: 1
Pubblicata: 09/10/2006
Ultimo aggiornamento: 09/10/2006
Completata:


Autrice:
Giusi Patito
Feedback: giusipatito@yahoo.it
Avviso: Si sconsiglia caldamente la lettura del seguente racconto ai minori. Contiene scene di sesso consenziente con riferimenti espliciti. Con tale narrazione non si intende offendere nessuno, ricordando che si tratta esclusivamente di un racconto di fantasia e che come tale, non esula dal suddetto contesto
Timeline: Durante il Festival del cinema di Venezia
Pairing: Jake/Heath
Rating: VM18
Summary: Fino in fondo all'anima

 

Prologo (Hollywood, Gennaio 2004)

Sul set tutti tacevano.
La tensione opprimeva l’aria.
Jake e Heath avevano atteso quel momento da mesi e adesso che era arrivato, avrebbero voluto rimandarlo ad ogni costo.
Era stata una magia dal primo all’ultimo ciak.
Prima dell’inizio del riprese di Brokeback mountain, si conoscevano solo per fama, ma dopo aver passato insieme tutto quel tempo, sembrava che si intendessero da sempre:
“Speravo di trovare con Heath un’ottima intesa ed è accaduto, si è creata una bellissima intimità con lui, mi ha fatto sentire a suo agio”
“E’ stato sempre così presente ed è la cosa migliore che possa accadere a due attori che lavorano insieme”
Pensieri di questo tipo aleggiavano nella testa di Jake.
Heath si voltò verso di lui, sembrava che avesse udito i suoi pensieri.
Ci fu un lungo sguardo d’intesa come se il collega avesse voluto rispondergli:
“E’ stato lo stesso pure per me, non ho mai trovato con nessun altro attore l’intesa che ho avuto con te, è come se i personaggi di Ennis e Jake fossero realmente esistiti attraverso di noi”
Nessuno dei due in quel momento, poteva sapere che oltre un anno dopo, quei pensieri si sarebbero concretizzati in parole, durante una cena a lume di candela…
“Buona!” esclamò la voce fuori campo.
Vi fu un lunghissimo minuto di silenzio, seguito da un baccano, e poi improvvisamente tutti urlarono e gioirono e si abbracciarono e piansero.
Arrivò un inserviente con lo champagne per la troupe.
Ben presto divenne una festa chiassosa in cui tutti parlavano contemporaneamente.
Nel mezzo del caos i due protagonisti maschili del film, furono separati.
Michelle abbracciò e baciò il suo uomo. Jake scrutò la scena a debita distanza, si sentì infastidito. Non era la prima volta che provava una sensazione simile.
Come se avesse sentito su di se lo sguardo, Heath si staccò dalla donna e corse incontro a lui.
L’altro accolse il gesto con uno di quei sorrisi disarmanti.
Heath pensò, e non per la prima volta, di non aver mai visto in vita sua un viso altrettanto bello.
“Oh Jake è finita! Ti rendi conto?”
gli disse abbracciandolo.
Jake non trovò una risposta da dare all’amico, si lasciò cadere sulla sua spalla.
Aveva voglia di piangere ma soffocò l’emozione in una risatina isterica.
“Andiamo al buffet dai se no si finiscono tutto, ho fame!”
Gli disse, in realtà non aveva affatto fame, l’emozione gli aveva incordato lo stomaco.
Jack Gyllenhaal si abbuffò di champagne.
Quando fu abbastanza brillo, andò a salutare tutti e se ne tornò mestamente nel suo albergo.
Chiamò meccanicamente la sua ragazza, cercando in lei un po’ di conforto che non arrivò:
“Tesoro non capisco perché stai piangendo, non è il primo film di cui vivi la fine, perché ti accalori tanto?”
Il tono indifferente della sua donna lo ferì, come faceva ad essere tanto cinica, eppure facevano lo stesso mestiere.
Jake si asciugò le lacrime e si pentì di averla chiamata.
Si sentiva confuso.
Aveva lottato con dei fantasmi sconosciuti per tutta la durata delle riprese.
Sapeva di cosa si trattava: interpretare un uomo omosessuale per lui che non lo era affatto, non ere impresa da poco. Per di più erano previste scene d’amore e di sesso piuttosto realistiche. Eppure, quando gli proposero il ruolo, non ebbe alcun dubbio. Era ancora un ragazzino ma aveva amato il capolavoro della Proulx, lo aveva letto e riletto, si era emozionato tutte le volte.
Sentiva che il ruolo di Jack Twist gli calzava a pennello.
Approvò immediatamente la scelta di Heath Ladger nel ruolo del suo amante, anche se non aveva avuto molte occasioni di frequentarlo.
Non riuscì a capire quella notte, perché si sentisse tanto turbato dalla fine delle riprese.
Passò molto tempo, prima che gli si spalancassero orizzonti a lui sconosciuti

Sopra ogni cosa (Venezia, settembre 2005)

Sul terrazzo dell’Hotel che si affacciava al canal grande, il sole era così abbagliante che Jake fu costretto a socchiudere gli occhi.
La kermesse era iniziata da pochi giorni ma già parecchi star del cinema occupavano la bella città lagunare.
Quel giorno sarebbe stato il loro giorno, vale a dire: la presentazione di Brokeback Mountain.
Ma Mr. Gyllenhaal avrebbe preferito tornare a dormire subito.
Non aveva praticamente chiuso occhio tutto la notte.
La stanchezza, nonostante fosse al colmo della gioia, lo attanagliava.
Una voce lo chiamò da dentro
“Jake che cazzo fai, torna a letto sono ancora le nove”
La causa della sua insonnia lo stava richiamando a se.
Prima di gettarsi a di nuovo tra le sue braccia, l’interprete di Jack Twist sospirò.
Era stata davvero una notte senza fine.
Ma come era iniziata?

Ventiquattro ore prima

A Jake Gyllenhaal sarebbe piaciuto fare il viaggio aereo assieme al suo amico Heath, ma provenivano da continenti differenti, per questo si era dovuto accontentare della compagnia di Ang Lee solamente.
Stima incondizionata a parte, avrebbe preferito Legder.
Dalla fine delle riprese non avevano mai smesso di cercarsi.
Sentiva crescere per lui una stima incondizionata, sapeva che anche Heath provava per lui la stessa cosa e questo rendeva tutto ancora più speciale.
Si erano frequentanti abbastanza durante quei lunghi mesi per via del film ma entrambi desideravano stare insieme a prescindere.
Appena sceso dall’aereo, Jake scoprì che la segreteria del suo cellulare pullulava di messaggi, uno era di Legder:
“Io sono appena atterrato a Malpensa tu dove sei?” segnava le ore 11.07, dunque significava che era in Italia già da due ore, Jake sospirò, poi compose il numero. Era staccato.
“Cavolo piccolo mio, sei in Italia da due ore e io sono ancora davanti a questo cazzo di deposito bagagli ad aspettare le valige!”
Jake non vedeva l’ora di riabbracciarlo, era pure una buona occasione per stare un po’ da solo con lui dato che Michelle non avrebbe partecipato alla manifestazione essendo a fine gravidanza.
Aspettava un figlio da Heath.

*********

Finalmente il rullo trascinò le valige verso di lui.
Arrivò all’albergo sperando di rintracciare immediatamente l’amico ma..niente.
L’hotel in cui alloggiava Mr. Legder era al gran completo, e così lui e la sua troupe erano stati dirottati ad un altro:
“Che scarogna!” pensò Jake ma perché dannarsi tanto l’anima? Avrebbero lo stesso avuto tutto il tempo di chiacchierare pur dormendo in posti differenti.
Era quello che Jake anelava maggiormente: parlare con Heath guardandolo negli occhi,
chiudere le mani attorno alle sue, ridere di qualsiasi cosa.
Che bei momenti aveva passato con lui! E quanti bei ricordi Brokeback, non vedeva davvero l’ora di stringerlo a se. Era quello che desiderava di più al mondo in quel momento.
Jake ripose la sua roba con cura.
Si spogliò rapidamente, aveva fretta di farsi una bella doccia, sentiva di averne bisogno.
Pochi secondi prima di entrare nella comoda jacuzzi, il telefono della stanza squillò, inizialmente fu tentato a non rispondere:
“Sarà quel rompiballe del mio agente” ma poi ci ripensò:
“Mr Jake Gyllenhaal c’è Mister Lagder per lei”
Jake sorrise, era davvero felice che l’amico lo avesse già trovato.
“lo faccia salire grazie!”
s’infilò l’accappatoio, poi minuti dopo sentì bussare alla porta.
Il sorriso radioso dell’australiano, lo illuminò come un fulmine in una notte buia.
“Eccoti finalmente amico” gli disse.
Si abbracciarono stretti.
Heath indossava un paio di jeans a vita bassa senza cinta e una maglietta di cotone grigia.
Odorava di buono, evidentemente aveva già espletato il rito della doccia.
Il giovane attore affondò il viso tra il collo e la spalla di Jake che cercò di ritrarsi.
“Non stringermi così, vengo da undici ore di viaggio, stanotte ho dormito pochissimo e non mi sono neanche lavato”
Il collega lo annusò:
“Non hai un cattivo odore, anzi sai proprio di buono”
“Come fai a dirlo? Lo sento che sono sudato”
Cominciava ad esserlo davvero, a farlo sudare era soprattutto il calore emanato dall’amico.
Jake era imbarazzato, quell’abbraccio lo stava eccitando e, per di più, sotto l’accappatoio era completamente nudo!
Ebbe la meglio, riuscì a liberarsi dalla stretta con una brusca tirata.
“Ora perché hai interpretato Casanova devi sentirti libero di non lavarti? Lo so che a quei tempi puzzavano tutti come maiali”
“Ma io mi sono fatto la doccia un’ora fa!”
“appunto, ora lasciamela fare a me”
il tono di Jake si era fatto misteriosamente scontroso, Heath deluso batté la ritirata:
“Okay amico, ti lascio. Peccato, mi sarebbe piaciuto aspettarti qui”
indicando il letto
“ ma se preferisci restare da solo..”
Nel vederlo così deluso, Jake ebbe un moto di pentimento:
“Scusami bellezza è che dopo un lungo viaggio divento proprio una testa di cazzo, puoi restare se ti va”
Jake per guadagnare tempo, rinunciò all’idro e scelse di fare una doccia veloce, non voleva far attendere troppo il compagno.
Heath rimase in silenzio contemplando l’amico mentre si rivestiva:
“Dove andiamo a cena lo sai?”
Chiese a Jake
“Non mi va di andare con gli altri, si finisce sempre per dare nell’occhio e poi i giornalisti non ti fanno nemmeno mangiare in pace, ed io, a parte uno schifo di colazione in aereo, non tocco cibo da ventiquattro ore, dunque stasera voglio gustarmi una bella cena italiana!”
“Mi stai proponendo una diserzione?”
chiese Heath con piglio ironico.
Jake gli sorrise con complicità:
“Ho già in mente il posto” rispose
“Dove?” chiese l’altro
“Qui vicino, così non dovrai nemmeno tornare in albergo, questo schifo di suite è abbastanza grande per entrambi non credi?”
Heath fece di sì con la testa.
Erano già le sette di sera.
I due giovani uscirono alla chetichella sperando di non essere riconosciuti da qualcuno, questo fu abbastanza facile.
Pur avendo interpretato molti importanti film da protagonisti, in Italia erano ancora due attori semi sconosciuti.
Heath si guardava intorno con sguardo ammagliato.
Adorava Venezia, e lui era Casanova.
Jake lo prese a braccetto e gli sussurrò in un orecchio:
“Non ci posso credere, sono in Italia, a Venezia in compagnia niente meno che….di Casanova in carne ed ossa!” e lo abbracciò attaccandolo ad un lampione mentre attraversavano un ponte.
Heath sorrise, conosceva il senso dell’umorismo di Jake, erano mesi che lo sfotteva per quel ruolo.
“Non sai che palle girare sempre con quei vestiti del cazzo! Quando veniva la sera e potevo finalmente rimettermi i miei amati jeans…” gli confessò staccandosi dall’abbraccio, due turiste giapponesi gli avevano piantato addosso le loro nikon:
“No foto plese” disse Heath, riuscirono a seminarle ma non senza difficoltà:
“ecco il nostro ristorante, bel casanova” ironicamente Jake allargò le braccia a tracciargli la strada come se si fosse trattato di un monarca.
“Finiscila” gli disse, in realtà gli piaceva essere punzecchiato così.
Heath adorava il suo humor, a pensarci bene adorava Jake, e Jake adorava lui.
Il ristorante era piccolo ma elegantemente rifinito.
I tendaggi pesanti rendevano l’ambiente austero ma raffinato.
Un cameriere con un paio di baffetti alla charlot, li condusse verso un tavolo.
Jake lo esortò a riservargli un “posto discreto”.
Si misero a tavola cercando di darsi un contegno, non avevano ancora toccato una goccia di alcol e già sembravano brilli:
“Qualche giorno fa hi rilasciato un’intervista su Broke, ho risposto a delle domande su di te”
Raccontò Jake.
“Spero che mi avrai trattato bene!”
“scherzi? Gli ho detto che sei grande e..”
“Davvero?”
“Si, e che sei fantastico”
Pronunciando quest’ultima frase, Jake lo guardò intensamente negli occhi.
Heath ricambiò lo sguardo con tenerezza, non sapeva come rispondere, si sentiva quasi in imbarazzo.
“Immagino che ti avrò chiesto pure cosa hai provato a girare tutte quelle scene d’amore con me, giusto?”
Incalzò l’australiano.
“Beh a quella domanda avrò risposto almeno un centinaio di volte!”
“E cosa hai risposto?”
“Che abbiamo trovato subito un’ottima intesa, che tra noi si è creata una bellissima intimità e che mi hai fatto sentire a mio agio, che eri molto presente e..”
Ledger non gli fece finire la frase:
“Te sei pazzo completamente te lo dico io!”
“mio bel casanova perché ora mi dai del pazzo? Non vuoi che renda pubblica la nostra relazione?”
Heath fece un risolino, era una vecchia storia: prendersi gioco di tutti quelli che pensavano che, dato che avevano interpretato due uomini che si amavano alla follia, doveva per forza di cose essere accaduto anche a loro.
Perché negarlo? Per leggere dopo che erano dei gay repressi?
Tanto valeva pigliarli per i fondelli.
“E tu? Mio amore segreto? Cosa rispondevi quando ti chiedevano di noi due?”
Heath sorrise, il buon vino rosso cominciava a fargli ribollire il sangue, si stava davvero divertendo:
“Beh le solite cose…”
Prima che dicesse qualche sciocchezza Jake lo interruppe:
“Dico sul serio..”
Heath rispose seriamente:
“A una ho detto che non mi sentivo assolutamente imbarazzato a girare scene di sesso con te perché c’è un rapporto d’amicizia talmente profondo che la chimica è venuta così naturale che non avevamo bisogno di leggere un manuale che ci dicesse quel che dovevamo fare..”
Lo sguardo di Jake divenne trasognante:
“Ehi, ci sei?”
chiese Heath.
“Scusami, stavo pensando a quest’ultima cosa che hai detto. Cavolo è proprio così, Lee non ci ha mai dovuto spiegare nulla, ci siamo sempre baciati come ci pare, spogliati come ci pare, non abbiamo mai seguito le direttive di nessuno, in un certo senso era come se stessimo scopando sul serio”
“Che vuoi dire?”
“Che forse non eravamo esattamente EnniseJack capisci? In un certo senso lo eravamo ma eravamo anche Heath e Jake soprattutto”
“Ma questo si sapeva” rispose Heath e aggiunse ironico:
“tutta la saliva che ci siamo sbavati addosso era la nostra mica di quei due cowboy finocchi!”
Jake rise, anche nel suo caso, l’alcol lo stava rilassando, aiutandolo ad alleggerire tutte le piccole tensioni che aveva subito nelle ultime ore.
“Ricordo ancora che male mi hai fatto quando mi hai quasi rotto il naso.”
“Certo! Però se ci pensi è stato molto buffo” rispose Heath.
“Buffo dici? Avevamo provato quella scena tutta la notte quasi, ma in albergo non mi avevi fatto tanto male”
Lo sguardo del biondino dal fisico da surfista si fece malizioso, quasi diabolico:
“ricordo bene quella notte, a forza si slinguarci mi era venuto duro..”
“Beh non è che non si sentisse…Casanova!”
“ma anche da parte tua c’era una bella partecipazione se ricordo bene, sbaglio o il tuo boxer aveva una bella macchia sul davanti?”
Jake divenne rosso come il sugo della pasta che gli fumava sotto il naso:
“Non dire queste cose..”
“Che putanella sei! Arrossire come una verginella alla prima sveltina. Ma a chi vuoi darla a bere?”
Il tono brusco di Heath lo agitò.
Lo sguardo dell’amico si fece introspettivo:
“Ho una gran voglia di buttarmi nel tuo letto ora, hai ancora fame?”
chiese Heath.
Si erano abbuffati di antipasti ma soprattutto di vino:
“Scherzi? Con tutte le ostriche che ho mangiato si assesterebbe il bilancio di uno stato sudamericano”
Uscirono dal ristorante di corsa.


Fino in fondo all’anima (Venezia, settembre 2005)

Il portiere dell’albergo li accolse calorosamente.
Dopo avergli allungato duecento dollari Jake gli domandò:
“Nulla da obbiettare se questo signore dorme qui?”
“Non c’è nessun problema” rispose.
Heath si giustificò
”Ho lascito il passaporto nell’altro hotel”
“Non fa niente signori, non fa niente potete pernottare qui fin quando ne avete bisogno”
Era logico che, dovunque andassero, i due attori di Hollywood fossero venerati e rispettati.
Mentre l’ascensore li portava al terzo piano, Heath si appoggiò con la testa sulla spalla di Jake.
Jake prontamente gli passò un braccio intorno alle spalle stringendolo a se.
“Sei stanco cucciolo? Vedrai questa notte ci facciamo una bella dormita”
Heath lo guardo contrariato:
“Che fai, vuoi mandarmi in bianco?”
Jake stette al gioco:
“Mai, monsieur Casanova, ma le devo ricordare che io sono una ragazza molto esigente”
Si guardarono negli occhi per la centoventitreesima volta quella sera.
Heath barcollante perché mezzo brillo, crollò su di lui anziché abbracciarlo:
“oddio che cavolo di Casanova sei amore? Mi tocca sorreggerti per portarti in camera!”
Ma Heath si riprese in fretta.
Una bella doccia gli tolse il torpore.
Nel frattempo Jake si era addormentato tra i due cuscini ancora completamente agghindato, con tanto di scarpe.
Heath lo osservò in silenzio per qualche mirabile istante.
Si avvicinò a lui salendo sul letto con le ginocchia.
Lo fissò per un tempo indeterminato, finché Jake non spalancò gli occhi:
“Che stavi facendo?” gli disse appena si destò
“Ti stavo guardando”
Rispose Heath.
Jake si stirò, si tirò su con la schiena:
“Non posso credermi di essermi addormentato, ero davvero sfinito e tutto quel buon vino ha fatto il resto”
Come se niente fosse, Heath lo aiutò a spogliarsi:
“Se ci sei riuscito tu che eri più ubriaco di me vuoi che non ci riesca io?” gli disse
“Non posso aiutarti solo perché mi va di farlo?” gli rispose a tono Heath mentre gli slacciava le scarpe.
Lo sguardo di Jake si fece sornione:
”Allora mi laverai anche la schiena?”
Heath si avvicinò con la bocca ad un centimetro da quella del collega:
“se me lo chiedi ti lavo tutto quello che vuoi..”
Jake sapeva che l’amico scherzava ma non poté fare a meno di sentirsi imbarazzato, riusciva a sentire nitidamente il suo alito, si stava eccitando:
“Guarda che potrei prenderti in parola” gli rispose.
Heath rovistò nella valigia di Jake, trovò un completo di Dolce e Gabbana composto da maglietta e boxer aderenti e li indossò. Entrambi i capi mettevano in risalto il fisico scultoreo.
Jake riempì la Jacuzzi che lo attendeva fin dal primo pomeriggio.
“Finalmente riesco a farmi un bagno come si deve!”
Gridò all’amico, Heath aveva acceso il televisore a volume sostenuto.
L’attore americano si cacciò nella vasca e si lasciò andare al gradevole massaggio dell’acqua.
“Che favola” pensò.
Poco dopo fece irruzione l’amico:
“Ma non dovevo lavarti la schiena?”
Jake trasalì.
“certo che devi..”
Le mani di Heath armeggiarono su di lui.
La carezza era così dolce da essere quasi insopportabile.
A Jake scappò un sospiro di approvazione:
“Ti piace eh?” chiese l’improvvisato massaggiare:
“Ho sempre pensato che dietro a quella tua aria da duro ci fosse una Geisha”
Rispose ironico.
A Heath non piacque molto la battuta.
Fu più che altro una scusa per attaccar briga.
Smise di accarezzare la pelle umida dell’amico, gli prese la testa e la spinse in fondo all’acqua.
Trovandosi impreparato, Jake scivolò in fondo alla vasca.
”Chi sarebbe la Geisha?”
Ne nacque una lotta.
Jake si tirò su senza fiato appena in tempo per non farsi scoppiare il cervello, Heath rideva.
Cogliendolo di sorpresa, Jake lo attirò a se afferrandolo per le ascelle e lo trascinò facendolo carambolare direttamente nell’acqua.
Fu un tonfo impressionante.
Diversi centilitri d’acqua furono dissipati per tutta la stanza.
Con il suo peso Heath fece allagare il bagno.
“Guarda che cazzo hai combinato! Complimenti Mr. Gyllenhaal ha fatto un vero casino”
ma lo diceva sorridendo.
La maglietta e i boxer erano talmente fradici creavano un effetto “trasparenza”.
I pettorali e gli addominali erano messi in bella evidenza dal cotone inumidito che gli aderiva stretto come una seconda pelle.
Jake non poté far a meno di notare altre caratteristiche, situate più in basso, tra l’ombelico e l’inguine!
“Cosa stai guardando?” chiese maliziosamente Heath.
Senza rendersene conto, Jake gli stava fissando il pacco.
“Ehm, niente è che si vede tutto”
“E allora? Tu sei nudo!” Era vero ma in un certo senso anche Heath lo era, tanto valeva togliersi tutto, pensò.
Jack fu d’accordo e lo aiutò a sfilarsi la maglietta.
“Togliti anche il resto..” Aggiunse, tradendo un tono di voce lievemente imbarazzato.
“Non vedi l’ora di guardarmi il cazzo, vero Jake?”
Jake fece una risata poco convinta:
“Come se non lo avessi mai visto!”
Effettivamente aveva visto nudo il collega in tante altre occasioni, ma quella notte stava succedendo qualcosa di diverso.
L’intimità che avevano vissuto durante le riprese del film, si era ingigantita con il passare del tempo e quella sera era al suo apice.
Jake sfilò le mutande all’amico facendole scendere lentamente delle cosce….
sempre più in basso.
Il sesso ne uscì leggermente eretto.
Heath, per nulla imbarazzato, si sistemò i genitali.
“Cavolo è bollente! Ti piace tenere le palle al caldo eh?”
L’argomento era sempre quello.
“Ma cosa hai stasera Heath? Michelle ti tiene all’asciutto? Per questo sei così arrapato?”
Jake tentava di tener testa all’amico.
Heath sprofondò ancora di più nell’acqua fin quando rimase fuori solo la testa:
“Giusto bello, e se fossi un amico dovresti fare qualcosa per aiutarmi”
“E che vuoi che faccia? Vuoi che ti trovi una puttana? E poi a quest’ora non saprei dove raccattarla”
Risero entrambi:
“non ho bisogno di una putanella, andresti benissimo anche tu”
“Piantala”
“Lo vedi? Non mi vuoi bene” e gli schizzò un po’ di acqua sui gli occhi già umidi.
“Certo che ti voglio bene, lo sai” lo sguardo di Jake si fece di nuovo languido.
Senza volerlo, stava fissando la bocca dell’amico come se avesse voglia di baciarla.
E scoprì che ne aveva voglia davvero.
“Ma che sto pensando? È proprio una follia, eppure…non sarebbe la prima volta ma quello era in scena, oppure si provava. Era per il film non centra nulla con..questo!”
Jake cercò di ricacciare quel pensiero pazzesco da dove era venuto.
Ma le labbra di Heath erano a pochi centimetri dalle sue.
Schiuse.
Così pazzescamente sexy.. e disponibili; ma lo erano davvero?
“Se lo baciassi mi prenderebbe per pazzo, non siamo nemmeno abbastanza ubriachi da giustificare una cosa simile”
“Ha che stai pensando?” Heath troncò per un attimo l’aggrovigliarsi di tutti quei pensieri.
La sua voce aveva rimbombato tanto era il silenzio attorno a loro.
“Non ci crederesti mai..”
“mettimi alla prova..”
“sei sicuro che vuoi che ti metta alla prova?”
Heath fece di sì movendo la testa.
Il mondo si fermò per un istante, probabilmente, quando le labbra di Jake Gyllenhaal lambirono delicatamente quelle di Heath Ledger:
“avevo voglia di fare… questo” sussurrò Jake, posando un leggerissimo bacio sulle labbra di Heath.
“ si era capito..”
Rimasero a contemplarsi per alcuni secondi senza cessare di tenere le pupille dell’uno riflesse in quelle dell’altro.
Si stavano parlando senza lasciare che le labbra smettessero di sfiorarsi.
Era quasi una tortura per quanto era piacevole.
I baci rasenti sulle labbra diventarono sempre più ravvicinati.
Le bocche sempre più schiuse.
Anche se tecnicamente le loro labbra si erano già frequentate, quella fu ufficialmente la prima volta.
Senza fretta, la lingua di Jake scivolò nella bocca di Heath che prontamente la risucchiò.
Jake piegò lievemente la testa verso destra.
Si stava lasciando andare.
Heath gli afferrò il capo, il bacio si fece più incalzante.
Le due lingue dardeggiavano senza freno, i loro corpi si avvicinarono fino a sprofondare in un abbraccio.
Heath assestò il corpo su quello dell’amico.
I sessi si sfioravano beatamente.
Heath ghermì quello di Jake e lo attaccò ermeticamente al suo.
Era una sensazione sconosciuta per entrambi.
Lo sfregamento procurava un piacere straordinario.
Per un attimo Heath si fermò:
“Ma che stiamo facendo?”
Ma non c’era spazio per i sensi di colpa.
Non si poteva tornare indietro.
Non si poteva cancellare quegli ultimi minuti di autentica follia.
Nemmeno nei voli pindarici più esecranti, avrebbero osato tanto.
Jake era là, così disponibile, così attraente.
Era tutto suo e, a pensarci bene, era quello che aveva sempre voluto.
Ora capiva perché il cuore gli battesse tanto durante le scene di bacio.
“ Heath scusami, è stata solo mia la colpa, ti prego… dimentica tutto”
Jake era davvero molto imbarazzato, ma Heath continuava a baciargli il collo e a strusciare con forza il sesso contro il suo, come un cane che sfrega la schiena sul tronco di un albero per alleviare un prurito.
“Cazzo è…è fantastico ma forse dovremmo finirla qui”
“io non penso proprio che dovremmo finirla qui” rispose Heath
“ O meglio: possiamo finirla pure di là se sei d’accordo”
Uscirono dalla vasca senza darsi la briga di asciugarsi.
Si trascinarono verso il letto senza interrompere la sequenza del bacio iniziato quando erano ancora a mollo.
Jake scivolò, fu quasi sul punto di finire con il sedere in terra ma Heath lo resse:
“tutto bene?” gli chiese con dolcezza
“Se ci sei tu che mi sostieni, va sempre più che bene” gli rispose.
Si lasciarono andare nel letto spazioso.
Ripresero i baci.
I corpi nudi si lambivano creando non poca eccitazione.
I sessi eretti proseguivano il giochetto iniziato nella vasca.
Senza l’acqua, la sensazione di piacere era ancora più decisa.
Jake era quasi sul punto di scoppiare da quanto era eccitato.
Heath lo intuì:
“Vai piano amico, abbiamo tutta la notte davanti a noi”
“Hai ragione, ma baci così bene e questa cosa è meravigliosa”
“Certo amore ma possiamo fare anche di meglio..no?”
Jake era pronto a farsi fare di tutto.
Sapeva bene cosa intendesse l’amico.
Ci avevano scherzato sopra una vita per esorcizzare l’imbarazzo dell’attrazione reciproca, e ora stava succedendo davvero.
Heath si sputò sulle mani come un attore porno navigato.
Dopo essersi lubrificato per bene, assestò il suo lungo corpo sopra a quello dell’amico.
Smise di baciarlo e gli sussurrò:
“Lasciati andare, sei con me ricordi? Ci sono io a sorreggerti, non può succederti niente di male se sei con me..”
“Lo so, non sono per niente preoccupato anzi…” e timidamente aggiunse:
“ti voglio dentro di me Heath, voglio che mi entri anche dentro l’anima”
“Stanne certo piccolo mio” rispose poi gli baciò gli occhi ad uno ad uno.
Gli leccò il naso narici comprese.
La lingua disegnò figure astratte su ogni angolo del viso di Jake.
Con calma il bacino di Heath si mosse verso di lui.
Di solito non era così delicato.
Gli piaceva andare subito fino in fondo senza badare a niente.
Ma a Jake ci teneva, ci teneva tantissimo, non gli avrebbe torto un capello per niente al mondo.
In quel momento lo sentiva così vicino, così immensamente suo:
“Oh Jake ti amo, sei meraviglioso”
Jake non si aspettava quelle parole, rimase quasi paralizzato:
“Non serve che tu dica niente” ma Jake voleva dire qualcosa:
“Ti amo anch’io Heath”
Ritornarono a baciarsi.
La penetrazione era resa difficoltosa non solo perché per Jake era la prima volta, ma anche perché Heath aveva un’artiglieria piuttosto pesante tra le gambe!”
“Non ce la puoi fare, è troppo grosso!”
Heath lo guardò intensamente:
“Aiutami amore, aiutami ad entrati dentro”
L’attore di Los Angeles lo fece senza indugi.
Cercò di attenuare la tensione che rendeva difficile la penetrazione respirando dal naso.
Afferrò il sesso del compagno spingendolo nella direzione giusta.
L’aitante australiano era completamente fuori di se all’idea che il suo incantevole amico lo stesse aiutando in quella maniera:
“Jake sei magnifico! Amore non ho parole, mi fai impazzire!”
Le parole gli uscirono dalla bocca come dotate di vita propria.
Gli sembrava incredibile che quello che fino a pochi minuti prima era solo il suo amico, il suo Jake, lo stesso ragazzo che aveva interpretato Donny Darko e The day after tomorow si stesse adoperando per farsi scopare da lui.
“E’ un miracolo” si lasciò sfuggire Heath quando i primi centimetri trovarono finalmente spazio tra la carne fremente di Jake.
C’era davvero una sproporzione tra il sesso marmoreo così baldanzoso ed il buchino stretto e verginale.
Ma la voglia di aversi fu tale da rendere possibile l’impresa.
Un’impresa degna di Casanova.
Jake sentiva il sesso dell’amico dentro di se.
Lo stava profanando.
Sentiva male ma resistette stoicamente, aveva sempre avuto una soglia del dolore molto alta.
Le spinte di Heath si fecero più vigorose.
Stava diventando il solito toro da monta a cui era abituata Michelle.
Non riusciva più a trattenersi, il magnifico corpo di Jake gli stava procurando un piacere incontrollabile.
Quest’ultimo si lasciò sfuggire un gemito, che fosse di dolore o di piacere Heath non riuscì a capirlo, sapeva che a quel punto non sarebbe riuscito a frenarsi, a contenere la passione che si faceva sempre più travolgente
Attirò a se il bacino dell’amico per entrargli ancora più a fondo.
Le natiche di Jake sfioravano la peluria del suo pube.
L’attore biondo si scagliava con decisione sul corpo dell’amico fino a lasciarlo senza fiato.
Jake si stava abituando al dolore, sentiva che presto il piacere ne avrebbe cancellato ogni traccia.
In un certo senso, gli bastava osservare Heath che si affannava sopra di lui per godere a sua volta.
L’eccitazione di Jake era anche di natura psicologica: lo faceva morire l’idea che si stesse facendo scopare da un uomo, e che uomo!
E che scopata!
Heath iniziò a masturbarlo con la mano destra mentre con la sinistra gli teneva fermo il bacino.
Il piacere stava prendendo il sopravvento per entrambi.
“Ti amo, sì ti amo tanto”
Heath parlava all’amico con un filo voce, sentiva l’approssimarsi dell’orgasmo.
Jake si aggrappò ai suoi fianchi e lo attirò verso di se, in un sospiro disse:
“Sono tuo, proprio come volevi..come volevo anch’io..”
Heath gli accarezzò la fronte madida di sudore.
Jake fece un lungo sospiro.
Il nucleo di un piacere sconosciuto dentro di se stava per esplodere.
Le spinte che stimolavano quel punto sconosciuto e la mano che lo stava masturbando con forza, furono decisive.
“Heath sto per venire”
Non riuscì nemmeno a terminare la frase che alcuni rapidi schizzi gli bagnarono il torace fin sotto il collo.
Heath sentì nitidamente il corpo dell’amico contrarsi attorno al suo sesso e questo gli fu fatale.
“E’ magnifico” pensò
“Con le donne non si sente così bene”
Lo stimolo delle contrazioni accelerò l’arrivo dell’orgasmo.
Heath appoggiò le mani sulla spalliera del letto per sostenersi.
Si tolse dal caldo giaciglio che era il corpo dell’amico.
Prese a masturbarsi con foga, voleva fondere il suo seme a quello di Jake venendogli sul torace.
Ma Jake si abbassò quel tanto da tendere il viso a pochi millimetri dal sesso di Heath.
“Heath forse ti farò schifo, ma ho accolto una parte del tuo corpo dentro di me, e ora voglio il tuo piacere di nuovo dentro di me”
Guardando l’amico negli occhi, gli chiese:
“ti prego vieni in bocca, voglio il tuo sapore dentro di me..voglio nutrirmi di te”
Heath non se lo fece ripetere, pochi secondi dopo venne annaffiando il bel volto dell’attore.
Jake restò a bocca aperta fin quando tutto il seme fu dissipato, poi si portò il sesso ancora turgido alle labbra, le schiuse e riprese a succhiare.
Era la prima volta ma non sarebbe stata l’ultima quella sera.
Heath osservò interdetto l’amico ciucciargli l’uccello, domandandosi da chi avesse imparato a farlo così bene.
“Amico sei…fenomenale” disse.
Jake non poté rispondergli troppo preso da quello che stava facendo.
Nonostante fosse venuto da poco, il sesso di Heath ritrovò subito il brio tra le accoglienti labbra dell’amico attore.
L’australiano mugolava di piacere estatico:
“OH si, cazzo Jake sei meraviglioso”
A Jake piaceva.
Sentiva l’amico ondeggiare i fianchi verso di lui come se stesse facendo l’amore con la sua bocca.
Jake lo accoglieva senza badare al fatto che, spesso gli entrava così a fondo da lasciarlo senza fiato, e qualche volta, provocandogli un conato di vomito.
“Si sente che non sei abituato”
gli disse sogghignando.
Jake abboccò alla provocazione e, smettendo per pochi secondi di darsi da fare, gli rispose:
“Vuoi provare tu? Pensi che sia facile farsi solleticare le tonsille da questo coso enorme senza sentirsi lo stomaco sotto sopra?”
Heath ci pensò. Si trattava di una richiesta? Se era una richiesta Jake doveva toglierselo dalla testa: lui non avrebbe mai succhiato il suo uccello, quella roba non faceva per lui.
“Non fa per me” disse a mezza voce.
Jake si scansò, si tirò su a sedere, gli ghermì la testa e l’attirò a se.
E lo baciò.
Heath ricambiò il bacio con passione.
“Lo sai che hai appena assaggiato il tuo sperma?”
Heath ne convenne:
“E allora?”
“E allora non ti ha fatto schifo..”
“non è la stessa cosa” rispose Heath interdetto.
Da una parte era tentato di provare, dopo tutto non voleva sentirsi inferiore a Jake e nemmeno che Jake pensasse che fosse schizzinoso, ma aveva sempre avuto uno strano rapporto con il sesso orale, anche con le donne dunque..
“Scusa Jake ma il sesso orale non fa per me, di solito preferisco lasciarmelo fare che farlo”
“Bell’egoista” gli rispose.
Heath guardò il pene dell’amico e pensò che non aveva assolutamente un brutto aspetto..anzi.
Si abbassò e ci poggiò un bacio delicato.
“Tutto qui?” fece Jake.
“Cristo finiscila perdio, per me è tantissimo, lo sai che è la prima volta che vado a letto con un uomo?”
“Beh se è per questo anche per me è la prima volta che le lo faccio mettere nel culo”
“E’ una discussione assurda” concluse Heath.
Jake ebbe paura, perché l’amico aveva smesso di baciarlo? Perché si era sdraiato così distante da lui?
“Heath scusa ma..ti sei già pentito di quello che è successo?”
Heath, sorridendo gli rispose:
“perché, è successo qualcosa?”
Jake si rilassò. Heath era di nuovo lo stesso di prima, lo stesso di sempre.
L’australiano gli prese la testa e se la portò vicinissima alla sua
“Che cazzo dici piccolo? Speri che abbia finito con te? Perché se pensi questo sei proprio fuori strada”
Ricominciarono a baciarsi con autentica passione.
Heath accarezzò a lungo Jake tra le gambe, gli piaceva quel contatto e tornò a chiedersi come fosse prenderglielo in bocca.
Jake, appoggiato alla sponda del letto, osservava l’amico mentre gli faceva una sega.
“Che meraviglia” pensò Jake
“Heath sto per venire ancora”
Disse, l’amico si fermò.
“Sei impazzito? Non puoi fermarti ora”
“Perché sprecarlo? Mi fa impazzire sentirti venire quando sono dentro di te, è una cosa fantastica”
Jake era sorpreso ma lasciò che l’amico gli facesse di nuovo l’amore.
Heath lo fece girare mettendolo carponi.
Jake si puntellò sui gomiti, rassegnato a riprovare quel dolore.
Questa volta la penetrazione fu resa più agevole dai fluidi di piacere.
Heath lo ficcò dentro con una sola spinta.
Jake l’accolse con un lungo gemito gutturale.
Lo scopò con impeto fin quando Heath non venne per primo.
L’australiano si accasciò sfinito e incredulo.
Jake si tirò su e appoggiò il sesso a pochi centimetri dalla bocca schiusa dell’amico.
“Ti prego succhialo” disse a Heath.
Gli sbatté il sesso sulle labbra in maniera decisa.
A quel punto l’altro si rassegnò: lo accolse senza tante cerimonie.
Jake era sul punto di godere di nuovo:
“Oh mio Dio Heath lo stai facendo davvero..me lo stai succhiando, è bellissimo”
Heath dovette ammettere che non era per niente spiacevole, per niente proprio.
Ne ebbero per tutta la notte.
Quando uno diceva:
“Ok ragazzo, domani c’è una presentazione del film, siamo in concorso, dobbiamo proprio metterci a dormire”
l’altro si inventava qualcosa per tenerlo sveglio, a quel punto tornavano a darci dentro di brutto senza curarsi nemmeno del rumore che facevano.
Quella notte le molle del letto sobbalzarono come non avevano mai fatto prima.


Epilogo


Sul terrazzo dell’Hotel che si affacciava al canal grande, Jake Gyllenhaal tornò a chiedersi se fosse successo davvero.
Se, come aveva affermato Heath durante quella notte,lo avevano desiderato entrambi fin dal primo ciak di Brokeback mountain.
Era stata la magia del film a farli innamorare?
Si erano immedesimati troppo?
Forse.
Ma tanti interrogativi erano stati svelati.
Jake rielaborò i momenti passati con l’amico e capì che tra loro, c’era sempre stato qualcosa di magico.
Come se fossero nati per stare insieme.
Come se ci fosse un disegno divino ad unirli.
Ora finalmente sapeva perché era stato tanto male il giorno della fine delle riprese.
“Jake!”
urlò di nuovo dalla camera da letto Heath per richiamarlo a se.
Non c’erano spazio per le considerazioni ora, pensò Jake.
C’era la conferenza stampa, i giornalisti, la presentazione del film.
Avrebbe rivisto quel meraviglioso capitolo della sua vita proiettato per tutte quelle persone, ma sarebbe stato come se fossero da soli, lui e Heath.
Avrebbe rivisto il film ma questa volta con occhi diversi.
Accanto a lui c’era l’uomo della sua vita.
C’era un film da presentare.
Rimanevano poche ore.
Tanto valeva, pensò Jake, ricominciare a fare l’amore


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