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LA DOLCEZZA di C. Honoré

In occasione della 64° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è stato istituito il QUEER LION AWARD, premio collaterale per il miglior film con tematiche omosessuali o di interesse queer. L’iniziativa al suo primo anno è stata promossa dall’associazione CinemArte, in collaborazione con l’Osservatorio LGBT del Comune di Venezia, e questo premio rappresenta un dovuto riconoscimento ad una cultura visiva consolidata e da sempre all’avanguardia sull’orizzonte dell’arte. Un premio che non valorizza soltanto una cinematografia di nicchia, ma apre sguardi su sentimenti ed emozioni universali. Il QUEER LION AWARD verrà assegnato tra una rosa di dodici opere, presenti trasversalmente in tutte le sezioni della 64° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Un’apposita giuria, composta da critici, distributori, giornalisti, scrittori e produttori cinematografici, attribuirà il premio che verrà consegnato venerdì 7 settembre, alle ore 18:00, presso Villa degli Autori, Lungomare Marconi 56/b, Lido di Venezia. Al termine, seguirà buffet e cocktail in onore del film vincitore.

I film in gara per il Queer Lion
VENEZIA 64 – CONCORSO: The Darjeeling Limited di Wes Anderson (Usa, 91’) con Owen Wilson, Adrien Brody, Anjelica Huston, Jason Schwartzman, Bill Murray. Tre fratelli americani che non si parlano da un anno decidono di ricominciare il proprio rapporto con l’aiuto di un viaggio attraverso l’India, con l’obiettivo ufficiale di ritrovare la madre partita per svolgere interventi umanitari, ma in realtà per ritornare uniti come lo erano un tempo. Le loro buone intenzioni, tuttavia, deragliano e si ritrovano alla fine sperduti e soli nel deserto con undici valige, una stampatrice e una macchina per laminare. A questo punto inizia per loro un nuovo e non progettato viaggio. Alla fine la riflessione sulla propria vita e sull’India in generale li aiuterà a capire cosa è veramente importante e cosa no.

VENEZIA 64 – CONCORSO: Sleuth di Kenneth Branagh (Gran Bretagna / Usa, 86’) con Michael Caine, Jude Law. Molto atteso per l’inevitabile confronto della pellicola con l’originale firmato Mankiewicz (Gli insospettabili) di cui è remake. Gli insospettabili (versione 1972) racconta la storia di un giallista, spocchioso e raffinato che invita nella sua villa un parrucchiere di origine italiana che sa essere l’amante di sua moglie. Tra trabocchetti, messe in scene, travestimenti e tanta cattiveria, la storia prenderà degli esiti incredibili. Il ruolo che fu di Caine passa a Jude Law. Il film di Branagh, oltre al cast, può contare sulla sceneggiatura di Harold Pinter, uno dei geni del teatro del Novecento.

VENEZIA 64 – CONCORSO: The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford di Andrew Dominik (Usa, 155’). con Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard. Film basato sull’omonimo romanzo di Ron Hansen, parla di Jesse James (Brad Pitt), uno fra i più celebri banditi del Vecchio West. Uscito sconfitto e umiliato dalla Guerra Civile, James era amatissimo dalla propria gente e considerato come una sorta di Robin Hood del West. Mentre Jesse James sta preparando la sua prossima razzia, guardandosi dai molti cacciatori di taglie che vorrebbero catturarlo, la più grande minaccia per la sua vita viene da uno della sua banda. Il compagno e traditore Robert Ford. Il suo ultimo giorno di vita è storia nota: James si trovava in una sua fattoria, e stava spolverando un quadro. Dava le spalle a un suo ospite chiamato Robert Ford, il quale fece partire un colpo di pistola a tradimento dalla sua Colt 45, che raggiunse la nuca del bandito uccidendolo all’istante.

VENEZIA 64 – CONCORSO: Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi (Italia / Svizzera / Francia, 102’) con Elio Germano, Bruno Todeschini, Irène Jacob. Visto così, seduto di fronte al medico, il quarantenne Bruno Ledeux dà di sé l’idea di un uomo non più giovane e non ancora vecchio. Bruno non potrà mai avere figli. Inchiodato ad essere solo e sempre figlio, il percorso di Bruno comincia qui, come se scendesse piano dinanzi a lui una nebbia che lo chiude in una gabbia senza uscita. Non dice niente di quella diagnosi ad Anne, la sua amatissima moglie. Non le dice niente neppure del grosso debito che ha contratto con Giorgio Neri, un vero e proprio usuraio che si nasconde dietro il rassicurante ruolo di direttore di banca. Si direbbe proprio che Bruno non abbia nessuna qualità, nessun talento. Un uomo mediocre dall’orgoglio ferito.

VENEZIA 64 – CONCORSO: Bangbang wo aishen (Help Me Eros) di Lee Kang Sheng (Taiwan, 107’) con Lee Kang Sheng, Yin Shin. Il regista Lee Kang-Sheng è uno degli attori preferiti di Tsai Ming-Liang (produttore del film), qui alla sua seconda prova dopo «The Missing» (Bu Jian) del 2003 (vincitore del New Currents Award al Pusan International Film Festival 2003 e del Tiger Award al Rotterdam Film Festival). Ah Jie e’ un giovane agente di borsa fallito in seguito ad una crisi economica generale, che trova conforto nella coltivazione della marijuana in casa; disperato, chiama una hotline per suicidi ed entra in contatto con Chyi, una donna grassa ossessionata dal cibo da quando ha sposato un famoso cuoco. Ah Jie chiede a Chyi di poterla incontrare, ma questa oppone ripetuti rifiuti, così Ah Jie proietta le loro fantasie erotiche su Shin, una ragazza che lavora in un negozio di noci sotto casa sua.

VENEZIA 64 – CONCORSO: Sukiyaki Western Django di Miike Takashi (Giappone, 121’) con Quentin Tarantino, Hideaki Ito, Kaori Momoi, Yoshino Rimura. Primo lavoro di Takashi Miike girato in lingua inglese, malgrado cast e maestranze siano giapponesi. Con un occhio a Sergio Leone e l’altro ad Akira Kurosawa, il nuovo film di Miike è un omaggio a una delle sue pellicole preferite, Django, storico western di Sergio Corbucci, coproduzione italiano/spagnola del 1966. Il film racconta dei combattimenti di due gruppi rivali, i due clan Taira (Heike) e Minamoto (Genji) durante la sanguinosa guerra Genpei (punto di confine tra l’età classica e il Medioevo giapponese) nella cittadina di Yuda, mentre un inesorabile guerriero viene in aiuto degli abitanti.

VENEZIA 64 – CONCORSO: Il dolce e l’amaro di Andrea Porporati (Italia, 98’) con Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro. Siamo nei primi anni ottanta e per Saro Scordia (Luigi Lo Cascio) Cosa Nostra è una cosa grande, degna di rispetto. Gaetano Butera (Tony Gambino), un mafioso di rango, comincia a tenere d’occhio quel ragazzino scalzo e povero, ma brillante, intelligente, coraggioso e gli fa capire che, se saprà dare buona prova di sé, avrà un futuro tra le file degli uomini d’onore. Cominciano così i primi passi di Saro nella vita criminale, le prime rapine, il pizzo, è come un’ubriacatura che fa credere a Saro di essere diverso dagli uomini comuni, un lupo in mezzo alle pecore, e che gli fa perdere la testa: soldi, donne, rispetto, quello che un poveraccio come lui non ha mai avuto.

VENEZIA 64 - FUORI CONCORSO/VENEZIA NOTTE: Tiantang kou (Blood Brothers) DI Alexi Tan (Taiwan / Cina / Hong Kong, 95’) con Daniel Wu, Zhang Zhen, Shu Qi, Sun Honglei. Blood Brothers (Tiantang kou) è ambientato nella Shanghai degli anni ‘30, una città nel pieno del suo splendore, una fiorente Babilonia dei tempi moderni, popolata da «signori della guerra», politici, ricchi industriali, concubine e gangster. Kang (Liu Ye), Fung (Daniel Wu) e Hu (Tony Yang), tre innocenti giovani ragazzi, sono arrivati in questo falso paradiso in cerca di una vita migliore. Con il passare del tempo, ognuno di loro segue una strada diversa ma si trovano tutti davanti ad una vita all’insegna del crimine.

VENEZIA 64 - ORIZZONTI: Searchers 2.0 di Alex COX (Usa, 90’) con Del Zamora, Jaclyn Jonet, Ed Pansullo. Due attori, che da sempre interpretano film western, convincono la figlia di uno di loro, ad accompagnarli con la sua macchina, per un viaggio da Los Angeles sino alla Monument Valley, per porre in atto una loro particolare vendetta.

SETTIMANA DELLA CRITICA: 24 Battute di Jalil Lespert (Francia) con Benoît Magimel, Lubna Azabal, Sami Bouajila, Bérangère Allaux, Archie Shepp. Durante la notte di Natale, l’incontro casuale tra quattro personaggi molto diversi tra loro: Didier, autista di taxi, incontra Helly , ragazza madre che cerca di recuperare la custodia del figlio. Al duo si aggiunge poi, in circostanze violente, Marie, una provinciale arrivata a Parigi con una valigia piena di ambizioni. E partendo all’avventura verso il mare, il trio incontrerà Chris, batterista jazz. La notte si concluderà in festa, avendo trovato ciascuno di loro in questi improbabili incontri un conforto inatteso, una pausa tra una difficoltà e l’altra delle rispettive vite, e un segno del destino che scuoterà le loro esistenze.

GIORNATE DEGLI AUTORI: Freischwimmer (Head Under Water) di Andreas Kleinert (Germania - 110’) con August Diehl, Frederick Lau, Jürgen Tarrach, Fritzi Haberlandt, Alice Dwyer. Una commedia nera girata quasi come un musical, una fiaba grottesca con punte di grand guignol, il rovesciamento beffardo del mito tedesco della Heimat, la testimonianza di un talento visivo fuori dal comune, insomma un film che cavalca molti generi e tocca i più diversi registri senza seguirne nessuno fino in fondo. Ambientato nella scuola di una piccola cittadina tedesca maniacalmente pulita e ordinata, Freischwimmer travasa figure e motivi della grande cultura Europea in uno schema da campus - movie Americano, col giovane poco dotato fisicamente che per vendicarsi dei suoi persecutori finisce per esagerare.

GIORNATE DEGLI AUTORI: The Speed of Life di Ed Radtke (USA - 83’ ) con Noah Fleiss, Peter Appel, Lou Torres, Blaze Foster. Lirico ma crudo, racconta la storia di Sammer, 13 anni, che percorre le strade di New York con una piccola banda di amici rubando fra le altre cose, e con i mezzi più ingegnosi, le videocamere ai turisti. Compiuto il furto Sammer torna velocemente nel quartiere popolare da cui proviene per vendere la refurtiva, ma tiene sempre per sé le cassette. Solo nella sua stanzetta, circondato da computer rubati, Sammer esplora questo vasto mondo di immagini altrui, sedotto dalle facce e dalle vite apparentemente felici di quegli estranei.

LA GIURIA
La Giuria sarà composta da:
- il presidente Andrea Occhipinti, attore di teatro, cinema e televisione;
- Delia Vaccarello, giornalista e scrittrice;
- Sandro Avanzo, giornalista e critico;
- Vincenzo Patanè, giornalista e scrittore, insegna Storia dell'Arte a Venezia;
- Simone Morandi, produttore cinematografico e avvocato specializzato nel diritto d’autore e dello spettacolo
- il coordinatore della giuria Daniel N. Casagrande,  giornalista free-lance, presidente dell’associazione culturale CinemArte, e l'ideatore del Queer Lion Award e curatore delle Giornate di Cinema Omosessuale, rassegna di film inediti in Italia ed Europa a tematica lgbt, quest’anno alla terza edizione in programma a Mestre dal 14 al 16 settembre.

Fonte: cinemarte.net


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