Il bellissimo film del giovane regista Marco Kreuzpaintner si distingue dal panorama del cinema gay, spesso piuttosto monotono nella scelta dei temi e nelle ambientazioni, per la grande sensisibilità e anche per l'ottimo livello tecnico. Assolutamente da menzionare la fotografia, aiutata dallo scenario naturale dove il film è ambientato, e anche la colonna sonora,

con musiche originali di Niki Reiser e un'ottima selezione di brani musicali tra cui spiccano quelli del duo tedesco Rosenstolz. Bravi gli attori, tutti giovanissimi, in particolare il protagonista Robert Stadlober nella parte del timido Tobi, anima della squadra, alle prese però con i turbamenti della scoperta della propria identità sessuale.
Proprio attorno a Tobi e al suo travaglio interiore, ottimamente sottolineato dalle scelte della regia, ruota tutta la pellicola. Di contorno appaiono gli altri episodi del film, che tuttavia servono a far riflettere sull'omofobia e sulla difficoltà di accettare le diversità. Con grande maestria Kreuzpaintner delinea un film che si colloca a metà strada tra la più classica cinematografia diretta al pubblico adolescente, e una sensibile storia d'amore. La centralità del personaggio di Tobi e del suo percorso di autoaccettazione, attraverso il modello fornitogli dalla squadra di giovani atleti gay che incontra al campeggio,

che gli permettono per la prima volta di riconoscersi in altri coetanei, non esclude che il film proponga un'ampia varietà di temi e personaggi. Un compagno di squadra omofobo e impaurito dalla diversità, un amico turbato dall'amore che non è in grado di corrispondere, la scoperta del sesso, l'amicizia.
Non si può tuttavia ridurre il film ad una semplice commedia per adolescenti: è invece una pellicola molto profonda, di grande qualità e di cui non possiamo che consigliare la visione.