Settembre... voglia di festival
Tra Venezia e... Venezia. Mostra del Cinema e Giornate di Cinema Omosessuale
Quest'anno il Lido di Venezia offriva davvero interessanti prospettive al cinefilo gay o fay-friendly. La concomitanza tra la 63a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, organizzate dalla Biennale, e le Giornate di Cinema Omosessuale organizzate da CinemArte, c'hanno permesso di fare una bella indigestione di cinema.
Le giornate di cinema omosessuale ci hanno riservato belle sorprese. Inutile citare il tutto esaurito, visto che la sala al Cinema Astra era oggettivamente piccola (e speriamo che per il prossimo anno si trovi una sede più adeguata). Semmai dobbiano rilevare che Daniel Casagrande, organizzatore dell'evento, ci ha presentato una selezione di buon livello. Una rarità per il pubblico nostrano i cortometraggi australiani presentati il 6 settembre. Alcuni di questi decisamente esilaranti, altri molto duri. Tutto comunque di buona fattura, ed il pubblico pare averlo apprezzato... anche se non si capisce la cattiva abitudine di applaudire solo i corti divertenti e non quelli drammatici ma di grande livello. Forse la colpa è di un pubblico poco cinefilo...

Grande attesa poi per la prima assoluta del docufilm "Ma la Spagna non era cattolica?" di Peter Marcias sui recenti cambiamenti sociali avvenuti nella "cattolicissima" Spagna. Alla fine, il pubblico ha lungamente applaudito.
E ottima impressione ha destato la fiction inglese "The Line of beauty"... nella speranza che qualche canale italiano si accorga che le fiction le fanno anche in altri paesi europei... e per giunta sono spesso migliori delle nostre (non che ci voglia molto), abbiano nel frattempo potuto vedere due episodi della serie TV ambientata nell'Inghilterra tatcheriana degli anni '80, tra la vita di un giovane gay inserito nel mondo conservatore e la trasgressività di quegli anni.

E passiamo ora alla Mostra del Cinema. Non vorremo dover essere cattivi, ma ovviamente da un festival che afferma di essere secondo solo a Cannes ci si aspetterebbe qualcosina di più. Quest'anno il livello medio dei film ci pare perfino più basso dello scorso anno... il che francamente inizia a diventare preoccupante. Se i cinefili più appassionati saranno comunque rimasti soddisfatti dell'indigestione di pellicole russe, giapponesi e così via, la maggior parte del pubblico avrà notato l'assenza di film che meritino un po' più di attenzione. Alla fine l'attenzione è stata catturata da due pellicole che non ci paiono davvero meritarla.
"World Trade Center" di Oliver Stone non ha certo la carica espressiva di altri film che hanno già affrontato la tragedia dell'11 settembre. A noi sembra peccare di una malcelata retoricità. Del resto ormai da tempo Stone si colloca su standard decisamente più bassi di quelli a cui ci aveva abituati.

Anche "The Queen" (foto in basso), che tuttavia ci sembra uno dei film più interessanti della rassegna, non è certo un capolavoro, ma vale la pena vederlo (affrettatevi prima che esca dalla programmazione).
E poichè ormai abbiamo iniziato ad infierire... tanto vale dirla tutta. L'organizzazione del festival è pessima. Il rispetto per il pubblico non professionale ci pare decisamente scarso. Scarsa la segnaletica, difficile reperire i biglietti. Mal posizionati gli stand, con centinaia di persone bivaccanti alla meno peggio... tanto che ci sembrava di essere a Lampedusa piuttosto che alla Mostra del Cinema, ma tant'è... gli organizzatori del festival hanno parlato di "grande successo". Sarà...