Grande Ecole
| Regia: |
Robert Salis |

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| Sceneggiatura: |
Robert Salis, Jean-Marie Besset |
| Anno: |
2004 |
| Nazione: |
Francia |
| Info: |
colore, 104 minuti |
| Sito: |
www.pyramidefilms.com/grande-ecole |
| con: |
Gregori Baquet, Alice Taglioni, Jocelyn Quivrin, Salim Kechiouche |

In un campus esclusivo alla periferia di Parigi si riuniscono i rampolli che formeranno la futura "élites" della Francia. In questo ristretto ambiente, raffinato e snob, si intrecciano le vicende personali di un gruppo di amici e delle loro fidanzate. L'insicuro Paul Thabor è segretamente attratto dal suo egocentrico compagno di stanza, Louis-Arnault, e questa attrazione mette in crisi il rapporto con la sua ragazza, la quale però ambiguamente decide di metterlo alla prova sfidandolo ad andare fino in fondo nel corteggiare Louis. Nel frattempo, il ragazzo conosce casualmente Mecir, un giovane di origine maghrebina che lo seduce. Riuscirà Paul a mettere da parte i propri pregiudizi di classe e a mettere ordine nei propri sentimenti?

Spietata critica dello snobbismo e dell'autoreferenzialità delle scuole esclusive dove si formano i futuri dirigenti delle società occidentali, "Grande Ecole" mescola abilmente il tema della critica sociale, seguendo un filone molto prolifico del cinema francese, con l'esame degli ambigui sentimenti e dei meschini giochi che si consumano tra i giovani frequentanti di queste scuole. Mentre Paul Thabor (interpretato, non magnificamente, da Gregori Baquet), brillante studente proveniente dalla provincia, si permette di criticare l'ipocrisia dei suoi compagni "altolocati", egli stesso viene messo alla prova, nei propri pregiudizi, dal giovane maghrebino Mecir.
In effetti, la parte migliore e quella più significativa di questa pellicola risiede proprio nella capacità di ritrarre l'ambiguo e ipocrita ambiente in cui si muovono ragazzi giovani ma viziati, abituati a considerarsi superiori agli altri ma incapaci di misurarsi con la realtà che li circonda.
Molto meno riuscito il film dove cerca di rappresentare la difficoltà di Thabor di accettare la propria sessualità: l'ambiguita del suo rapporto con Agnés sembra in effetti non ben chiarita, e appare un mero artificio stilistico, mentre poco traspare del processo interiore di autoanalisi del protagonista, così che il finale del film appare inconcludente. Se dunque non si vuole rimanere delusi, bisogna leggere questa pellicola soprattutto in chiave sociale, diciamo di critica "di classe", e considerare l'omosessualità come un elemento secondario, di sfondo, decisamente non indispensabile al film.
Al momento il film è disponibile sono in francese, eventualmente con sottotitoli in inglese o tedesco.
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